16 settembre 2019
Aggiornato 00:30
A due passi dalla nostra costa

Gentiloni: di questo passo la Libia diventerà una nuova Somalia

Per il ministro degli Esteri, la Libia rischia di diventare un'altra Somalia, «a due passi dalla nostra costa». Invece, una Libia unita entrerebbe nell'agenda della coalizione internazionale anti-Isis

TRIPOLI  (askanews) - La Libia rischia di diventare un'altra Somalia, «a due passi dalla nostra costa», se non si riuscirà a breve a siglare un accordo di unità nazionale tra le parti che oggi si contendono il controllo del Paese. Uno scenario che di fatto farebbe entrare la Libia nell'agenda della coalizione internazionale contro lo Stato islamico (Isis), con l'obiettivo di «contenere il terrorismo». Questo il monito espresso dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un'intervista alla Stampa.

Libia unita e stabile
«Non dobbiamo perdere la speranza di trovare una base minima per ricostruire una Libia unita e più stabile», ha sottolineato il ministro, precisando che il dialogo tra le parti libiche, mediato dall'Onu, riprenderà mercoledì prossimo in Marocco. Tuttavia, ha proseguito, «bisogna sapere che corriamo contro il tempo affinché ciò che è stato messo insieme il 12 luglio, ossia Tobruk Misurata Zintan e gran parte delle municipalità di Tripoli, possa consolidarsi e magari estendersi al Gnc (parlamento di Tripoli, ndr)».

Tempo cruciale
«Il tempo è cruciale e non è illimitato - ha poi rimarcato il ministro - specialmente oggi che la presenza di Daesh (acronimo arabo dell'Isis) a Sirte ha assunto caratteristiche allarmanti: o si chiude in poche settimane o ci troveremo con un'altra Somalia a due passi dalla costa e dovremo reagire in modo diverso». A quel punto, ha precisato Gentiloni, bisognerebbe porre «nell'agenda della coalizione internazionale anti-Daesh il tema Libia, sapendo che non si tratterebbe più di stabilizzare il Paese, ma di contenere il terrorismo».