12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
L'ipotesi degli inquirenti dopo la morte del bimbo palestinese di 18 mesi

Israele, piano degli estremisti per far cadere il governo?

Gli inquirenti che stanno indagando sulla morte del bambino palestinese di 18 mesi avvenuta in un incendio doloso attribuito a estremisti ebraici sono convinti che i responsabili facciano parte di un gruppo che avrebbe l'obiettivo di destabilizzare il Paese

GERUSALEMME (askanews) - Gli inquirenti che stanno indagando sulla morte del bambino palestinese di 18 mesi avvenuta in un incendio doloso attribuito a estremisti ebraici sono convinti che i responsabili facciano parte dello stesso gruppo che nell'ultimo anno ha dato alle fiamme moschee, chiese e abitazioni palestinesi, con l'obiettivo di destabilizzare il Paese, rovesciare il governo e instaurare un nuovo regime basato sulla halakha, la legge ebraica. Stando a quanto riferito dagli stessi inquirenti al quotidiano israeliano Haaretz, il nocciolo del gruppo è formato da una decina di persone che operano principalmente in Cisgiordania, pur essendo capaci di colpire in tutto il Paese, e che intendono ricorrere all'uso della violenza in modo sistematico, a prescindere dalle misure adottate dalla polizia.

Il Regno del Male
Gli investigatori hanno trovato conferma a tale ipotesi nel documento sequestrato a Moshe Orbach, 24 anni, incriminato la scorsa settimana per l'incendio alla Chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci, nel Nord di Israele, dello scorso giugno. Nel documento, intitolato «Il Regno del Male», sono illustrate le linee ideologiche per un'escalation di attacchi a siti religiosi e alle case dei palestinesi, offrendo suggerimenti anche su come picchiare gli arabi e lasciarli incoscienti. Idee simili a quelle espresse sul sito web Jewish Voice da un altro estremista ebraico, Meir Ettinger, 23 anni, nipote del rabbino Meir Kahane.

Detenzione amministrativa
Già all'inizio dell'anno l'intelligence interna, lp Shin Bet, aveva chiesto di adottare la detenzione amministrativa nei confronti di Ettinger, ma la procura aveva respinto la richiesta. Ieri, a due giorni dalla morte del bimbo palestinese, il governo israeliano ha deciso di adottare tale misura, che consente di detenere una persona senza capi di accusa per periodi di sei mesi rinnovabili a tempo indefiniti, anche contro gli estremisti.

Resistenza emotiva
I sostenitori di questa nuova ideologia ebraica non hanno contatti regolari con i rabbini, considerati troppo inseriti nell'«establishment», e non sentono il bisogno di giustificare le proprie azioni con la legge ebraica; sottolineano la necessità di una resistenza emotiva, sia nel momento degli attacchi sia in caso di arresto e interrogatorio da parte delle forze di sicurezza, e respingono ogni tentativo di imporre loro qualsiasi autorità. Secondo gli inquirenti, gli estremisti sono pronti a dimostrare di essere pronti al «sacrificio», compresa una lunga detenzione, pur di raggiungere i propri obiettivi.

Odio verso i non ebrei
In diversi documenti e dichiarazioni, questi giovani coloni parlano di creare il caos nel Paese, prendendo di mira anche obiettivi definiti «esplosivi»: il Monte del Tempio, «eliminare l'idolatria», dando alle fiamme moschee e chiese, ed «espellere i non ebrei», attaccandoli in modo sistematico.

Piccole cellule
Di fatto gli attacchi vengono messi a segno da piccole cellule, che non necessitano di catene di comando, e che non condividono i loro piani: ognuna di queste cellule è guidata dall'attivista più anziano, che si circonda di giovani. Lo Shin Bet e la polizia conoscono la maggior parte di questi gruppi, ha sottolineato Haaretz, ma hanno difficoltà a produrre prove contro di loro. Nella maggior parte dei casi, infatti, i terroristi vengono addestrati a rimanere in silenzio durante gli interrogatori e a non lasciare tracce sulla scena del delitto.