16 maggio 2021
Aggiornato 11:00
La denuncia del leader del partito filo-curdo alla BBC

Turchia, guerra all'Isis una copertura per colpire i curdi?

Secondo il leader del partito filo-curdo (HDP), Selahattin Demirtas, l'operazione militare lanciata dall'esercito turco contro l'Isis sarebbe solo una copertura per colpire i nemici curdi

ROMA (askanews) - Il piano turco-statunitense di creare una «zona di sicurezza» in Siria è un tentativo, da parte di Ankara, per fermare l'ambizione dei curdi di formare un proprio territorio autonomo. Ad affermarlo in un intervista alla BBC, è il leader del partito filo-curdo (HDP), Selahattin Demirtas. Per Demirtas, l'operazione militare lanciata dall'esercito turco contro le milizie jihadiste dello Stato Islamico (Isis) attraverso il confine con la Siria sarebbe «una copertura per colpire i ribelli curdi» del Pkk (Partito dei Lavoratori del Kurdistan). Il leader dell'HDP, ha quindi esortato sia la Turchia che il PKK di tornare al processo di pace. Intanto per Ankara, gli attacchi dei ribelli del PKK in Turchia, rendono «impossibile» la pace.

La nuova tattica turca
Di recente la Turchia è stato colpita, per la prima volta, da attacchi da parte di milizie jihadiste legate all'Isis, tra cui uno che ha causato 32 morti nella città di confine di Suruc la scorsa settimana. Per Ankara, PKK e Isis, sono entrambe organizzazioni terroristiche. Intanto, gli Usa, inizialmente avevano confermato che erano in trattative con Ankara circa la loro campagna militare congiunta contro gli uomini del Califfato nero in Siria. «Maggiori energie e sforzi della coalizione» sarebbero ora concentrati sulla zona di confine, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, il quale ha smentito le voci secondo le quali Washington, avrebbe invitato la Turchia a non compiere raid aerei contro i ribelli curdi del PKK nel nord dell'Iraq.

L'accordo con gli Usa
La scorsa settimana, la Turchia ha cambiato il suo approccio alla coalizione guidata dagli Usa anti-Isis. In precedenza Ankara, da partner riluttante, è passato a lanciare una operazione militare in proprio oltre a mettere le sue basi aeree a disposizione dei jet statunitensi che bombardano l'Isis. La «Zona di Sicurezza», di cui si parla è un area lunga circa 90 chilometri, e dovrebbe apparentemente essere utilizzata per addestrare le forze della cosiddetta opposizione moderata al regime di Damasco, riferisce la Bbc secondo la quale afferma che «Ankara spera, che questo permetterà anche ad alcuni rifugiati siriani in Turchia per tornare».

Il vero obiettivo
Ma per il leader del Partito Democratico Popolare (HDP) la vera intenzione dell'operazione di Ankara sarebbe quella di fermare le forze curde-siriane di controllare il territorio contiguo alla propria frontiera. «Con questa 'zona di sicurezza', la Turchia non ha intenzione di colpire l'Isis. Il governo turco è stato gravemente disturbato dai curdi che cercano di creare una stato autonomo in Siria", ha detto Demirtas, per il quale il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non avrebbe «mai permesso che questo accada»«Così, la zona di sicurezza ha lo scopo di fermare i curdi. In realtà, la Turchia dovrebbe collaborare con le forze curde per creare questa zona» ha aggiunto Demirtas. In precedenza, parlando ai giornalisti prima di partire in Cina, Erdogan ha detto che «non era possibile proseguire il processo di pace con coloro che minacciano la nostra unità e la fratellanza nazionale».