Ergastolo per l'ex capo delle spie cinesi
E' stato uno degli uomini più potenti del Paese. La condanna all'ergastolo per corruzione è basata, secondo la sentenza, su 130 milioni di yuan (21,3 milioni di dollari) in tangenti. Per la rivelazione dei segreti di stato, invece, la condanna è stata a sette anni.
PECHINO (askanews) - E' il pesce più grosso finito recentemente nella rete della feroce campagna anti-corruzione promossa dal presidente cinese Xi Jinping. L'ex capo dei servizi di sicurezza cinesi Zhou Yongkang, un tempo onnipotente, ha subito l'onta della condanna all'ergastolo per corruzione e per deliberata diffusione di segreti di stato. Secondo quanto ha riferito oggi l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, l'ex funzionario si è dichiarato colpevole e non presenterà appello.
Il processo nei confronti di Zhou s'è tenuto a porte chiuse il 22 maggio. A giudicato è stato il primo Tribunale intermedio del popolo di Tianjin. La condanna all'ergastolo per corruzione è basata, secondo la sentenza, su 130 milioni di yuan (21,3 milioni di dollari) in tangenti. Per la rivelazione dei segreti di stato, invece, la condanna è stata a sette anni.
L'annuncio della condanna desta qualche perplessità. Molti cinesi si attendevano che il processo fosse tenuto pubblicamente, proprio perché la condanna di Zhou - un ex membro del Comitato permanente del Politburo del Partito comunista cinese, cioè il sancta sanctorum del potere di Pechino - sarebbe stato il miglior manifesto della campagna anti-corruzione di Xi. D'altronde, la stessa Corte suprema del popolo cinese a marzo aveva promesso un processo aperto, in linea con la legge. Invece, non solo il processo è stato tenuto segreto, ma diversamente da casi precedenti, la notizia della condanna è stata data con molto ritardo.
Zhou, che è stato uno dei nove uomini più potenti della Cina, è un personaggio che scotta più di altri. E' stato capo delle attività petrolifere di Pechino, prima di diventare ministro di polizia e capo di tutte le attività di sicurezza di Pechino.
La sua caduta è apparentemente legata a quella di un uomo a cui era strettamente legato, l'ex leader del partito a Chongqing Bo Xilai, ex astro nascente del Pcc caduto in rovina nel 2012 e condannato all'ergastolo nel 2013. Alcuni media occidentali scrissero anche che, dopo la caduta di Bo, le forze paramilitari sotto il controllo di Zhou sarebbero arrivate a un passo da uno scontro coi militari.
L'ex capo delle spie dovette rinunciare alle proprie prerogative alla fine del 2012, contestualmente all'ascesa al potere di Xi nel XVII Congresso del Pcc. Poi, dal'agosto 2013 cominciò l'inchiesta nei confronti di Zhou e della famiglia, che si è molto arricchita grazie ai proventi del petrolio. Nel 2014 l'ex capo delle spie è stato espulso dal partito e arrestato.
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