26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Mosca attacca l'ingerenza degli Usa e difende Blatter

Scandalo Fifa, dietro all'ira di Putin i timori per i Mondiali 2018

Tra tanti detrattori, che come prevedibile hanno approfittato dello scandalo corruzione che ha travolto la Fifa per puntare il dito contro il presidente Joseph Blatter, il padre-padrone del calcio mondiale, ha trovato uno strenuo difensore: Vladimir Putin

MOSCA (askanews) - Tra tanti detrattori, che come prevedibile hanno approfittato dello scandalo corruzione che ha travolto la Fifa per puntare il dito contro il presidente Joseph Blatter, il padre-padrone del calcio mondiale, ha trovato uno strenuo difensore. Di indubbio peso sullo scenario politico mondiale. E' il presidente russo Vladimir Putin, sceso in campo anche, forse soprattutto, per difendere l'assegnazione al suo Paese dei Mondiali di calcio del 2018. E per lanciare una nuova polemica contro gli Stati Uniti. Accusati di «immischiarsi» in affari estranei alla loro giurisdizione e di aver promosso un «evidente tentativo» di bloccare la rielezione di Blatter.

Blatter ha la fiducia di Mosca
Su richiesta del Dipartimento di Giustizia americano, nell'ambito di un'indagine promossa dall'Fbi, ieri la polizia svizzera ha arrestato diversi dirigenti della Fifa ospiti di un albergo di Zurigo, dove è in programma Congresso annuale. Il voto per la presidenza è previsto invece venerdì e molte nazioni occidentali si sono apertamente schierate con il principe giordano Ali bin al Hussein, l'unico sfidante di Blatter. Al quale Mosca, attraverso le parole di Putin, ha ribadito fiducia; la Russia ha ottenuto l'organizzazione dei Mondiali di calcio 2018 al termine di una votazione controversa nel 2010, su cui ora la magistratura svizzera ha aperto un'inchiesta. Corruzione e brogli i reati ipotizzati.

Ingerenza Usa?
«Suona molto strano, gli arresti sono stati effettuati su richiesta della parte americana. Sono accusati di corruzione, ma chi sono? Autorità internazionali...», ha affermato Putin, in dichiarazioni riprese dalle agenzie di stampa russe, «Suppongo che qualcuno abbia infranto le regole, non so. Ma sicuramente, tutto questo non ha niente a che fare con gli Stati Uniti. Questi responsabili non sono cittadini americani. Se qualcosa è accaduto, non è accaduto negli Stati Uniti e non ha niente a che fare con loro». Secondo il presidente della Russia, siamo di fronte a «un altro chiaro tentativo degli Stati Uniti di estendere ad altri stati la loro giurisdizione. E non ho dubbi, è un chiaro tentativo di non consentire al signor Blatter di essere rieletto presidente della Fifa, che è una grave violazione dei principi operativi delle organizzazioni internazionali. Il procuratore statunitense, come la nostra stampa riporta, ha già detto che questi dirigenti della Fifa hanno commesso un reato. Come se il procuratore ignorasse il principio della presunzione di innocenza».

Analogie con datagate e Wikileaks
Vicende in cui l'inquilino del Cremlino riscontra diverse analogie con i casi del datagate e di WikiLeaks. «Conosciamo la posizione degli Stati Uniti riguardo Snowden», ha ricordato, «Ha scoperto la pratica delle azioni illegali degli Stati Uniti in tutto il mondo, incluse le intercettazioni di leader degli altri Paesi. Tutti ne discutono, Europa compresa. Ma nessuno vuole dargli asilo e garantire la sua sicurezza (a parte la Russia). Nessuno vuole lottare con il suo alleato, il suo autorevole alleato. E' un cittadino americano. E su Assange? Si è dovuto nascondere per diversi anni in un'ambasciata straniera. Per che cosa è ricercato? Reati sessuali? Nessuno lo crede. Perchè ha diffuso informazioni riguardo le azioni dell'esercito americano, compreso l'Iraq».

Gli scopi egoistici degli Usa
«Perchè ricordo questi casi? Gli Stati Uniti ricorrono a questi metodi per raggiungere i loro scopi egoistici. E lo fanno illegalmente», ha detto in conclusione Putin, «Loro molestano le persone. Non escludo che lo stesso stia accadendo in merito alla Fifa. Anche se non so come finirà, il fatto che stia accadendo alla vigilia delle elezioni del presidente Fifa punta a quell'obiettivo».

Gli interessi del Cremlino
Dietro la sfuriata putiniana c'è tutta l'indignazione per quelle che considera le mire di dominio assoluto degli Stati Uniti. Ma anche, e forse soprattutto, i timori che ci siano dietro delle trame per togliere alla Russia l'organizzazione dei prossimi Mondiali di calcio, possibilità che comunque Putin ha nuovamente escluso. Un paio di giorni fa, in un comunicato stampa, i senatori statunitensi John McCain e Bob Menendez avevano chiesto alla Fifa di impedire la rielezione per il quinto mandato consecutivo di Blatter. «Incoraggiamo fortemente la Fifa», avevano affermato, «a eleggere come presidente chi lavorerà per negare al regime di Putin il privilegio di ospitare la Coppa del Mondo 2018».

World Cup 2018 a Mosca?
Già ad inizio aprile un gruppo di senatori americani era tornato ad attaccare l'assegnazione dei Mondiali 2018 alla Russia, chiedendo alla Fifa di riconsiderare la candidatura del Paese di Putin a causa dell'occupazione della Crimea. In una lettera ufficiale firmata da tredici tra democratici e repubblicani, tra i quali ancora l'ex candidato presidenziale McCain, e indirizzata a Blatter, il presidente della Fifa era stato sollecitato a trovare una sede alternativa per la competizione, per «non rafforzare il prestigio del regime di Putin in un momento storico in cui deve essere condannato» e per non dargli «un sollievo economico quando la Comunità internazionale ha imposto delle sanzioni».

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