19 ottobre 2019
Aggiornato 23:30
La paura di essere spiato, la successione, e anche l'Isis

I segreti di Osama Bin Laden nei documenti della Cia

Una serie di nuovi documenti su Osama bin Laden resi pubblici oggi dagli Stati Uniti, aggiungono dettagli, non secondari, all'immagine del leader di al Qaida.

NEW YORK (askanews) - Una serie di nuovi documenti su Osama bin Laden resi pubblici oggi dagli Stati Uniti, aggiungono dettagli, non secondari, all'immagine del leader di al Qaida. Dalla fissazione per le tattiche con le quali agire e per l'immagine mediatica del gruppo, l'ansia per le spie occidentali e ancora la battaglia per spingere i suoi combattenti a focalizzarsi su come attaccare l'America piuttosto che dare spazio alle faide interne al mondo musulmano. «La nostra priorità deve essere uccidere e combattere gli americani e i loro rappresentanti», si legge nelle pagine trovate dai Navy Seals il 2 maggio 2011 nell'abitazione ad Abbottabad, in Pakistan, in cui lo sceicco si nascondeva. Adesso l'intelligence americana ha declassificato alcuni dei migliaia di documenti scritti da bin Laden ai combattenti del gruppo terroristico.

La pubblicazione
Come sottolinea Afp - che potuto visionare le traduzioni in inglese del materiale - la decisione arriva dopo le pressioni da parte del Congresso, che ha ordinato alla Cia di rendere pubblici quei documenti, accusandola di voler mantenere segreto il materiale. Non solo, perché lo stesso Barack Obama ha chiesto maggiore trasparenza. Di recente infatti è stato messo all'angolo da un articolo del premio Pulitzer Seymour Hersh in cui si capovolge la versione del presidente: il giornalista investigativo sostiene che Obama e la Cia abbiano mentito e che non ci sia mai stato il famoso raid che ha portato alla morte del terrorista.

La Cia nega pressioni del Congresso
Un possibile collegamento che però è negato dal portavoce della Cia, Ryan Trapani: questi sostiene infatti che la pubblicazione sia stata pianificata molto tempo prima rispetto alla pubblicazione dell'articolo di Hersh. Ma cosa emerge dai documenti resi noti dalla Cia? Gli scritti di Bin Laden mettono in luce una guerra interna al gruppo su quali strategie adottare e il tentativo del leader di mantenere il focus dei suoi combattenti sugli Stati Uniti. «Dobbiamo smetterla di combattere contro gli eserciti e la polizia in tutte le regione, specialmente in Yemen», si legge. Un altro punto è la paura del leader di Al Qaida per il controspionaggio americano. Bin Laden infatti chiede spesso ai suoi di non comunicare via mail, teme che sua moglie abbia una cimice nascosta in uno dei suoi indumenti dall'intelligence di Washington, e raccaomdanda ai suoi seguaci di non muoversi in grandi gruppi.

Tracce dello Stato islamico
Ma in questi documenti viene citato anche il braccio di al Qaeda in Iraq, quello che poi sarebbe diventato lo Stato islamico e che avrebbe messo in ombra il gruppo terroristico dello sceicco. In alcune lettere del 2007 si possono trovare le preoccupazioni di Bin Laden per le divisioni interne sul fronte iracheno, alimentate da una lettera dei suoi luogotenenti: «Se è ancora possibile, allora questa è la tua ultima occasione per rimediare alla rottura del jihad che sta per avvenire in Iraq, in gran parte causata da i tuoi seguaci», si legge in una missiva datata 22 maggio di quell'anno. Inoltre lo sceicco sostiene l'importanza di attacchi su larga scala, in contrasto con la visione di alcuni suoi colonnelli (che è poi prevalsa) e che prevedeva piccoli atti di terrorismo.

Gestione manageriale del gruppo
Tra le carte si trovano anche i moduli per il reclutamento di terroristi e di martiri. Quello che emerge è una gestione manageriale del gruppo, quasi come se fosse una multinazionale. Ci sono formule precise, domande che si porrebbero a un candidato per un lavoro in una grande azienda. E all'interno di questo quadro Bin Laden sembra svolgere la parte del capo delle risorse umane. Gran parte delle lettere sono personali e inviate dallo sceicco a membri della famiglia. Tra queste c'è un carteggio tra lo sceicco e il figlio Hamza (che non vedeva suo padre da otto anni) e che per Bin Laden rappresentava il suo successore. In quel periodo infatti il leader di Al Qaida sapeva di essere in pericolo di morte e aveva pianificato di portare suo figlio Hamza ad Abbottabad per poterne fare il suo erede.