7 luglio 2020
Aggiornato 11:30
Svolta per l'Europa

Ecco il contenuto dell'Agenda Ue per l'immigrazione

La Commissione Ue ha presentato oggi a Bruxelles la sua attesa e controversa Agenda europea sulla nuova politica di immigrazione e asilo, in cui delinea le misure previste a breve termine per rispondere alla crisi nel Mediterraneo e le iniziative da varare negli anni a venire per gestire meglio la migrazione in ogni suo aspetto, secondo un approccio globale.

BRUXELLES (askanews) - La Commissione Ue ha presentato oggi a Bruxelles la sua attesa e controversa «Agenda europea» sulla nuova politica di immigrazione e asilo, in cui delinea le misure previste a breve termine per rispondere alla crisi nel Mediterraneo e le iniziative da varare negli anni a venire per gestire meglio la migrazione in ogni suo aspetto, secondo un «approccio globale».

Distribuzione di rifugiati tra gli Stati
Fra le azioni concrete e immediate c'è innanzitutto la proposta di distribuire i rifugiati fra gli Stati membri, in situazioni di emergenza, secondo una chiave di ripartizione che terrà conto di quattro parametri: popolazione complessiva, Pil, tasso di disoccupazione e rifugiati già accolti sul territorio nazionale. Questo nuovo meccanismo si baserà sull'attivazione, per la prima volta, del sistema di emergenza previsto all'articolo 78, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che mira ad aiutare gli Stati membri interessati da un afflusso improvviso di migranti.

Scadenze precise
Entro la fine di maggio la Commissione proporrà un meccanismo temporaneo di distribuzione nell'Ue delle persone con evidente bisogno di protezione internazionale. Entro la fine del 2015 seguirà una proposta di sistema permanente per la ricollocazione fra gli Stati membri in situazioni emergenziali di afflusso massiccio. Va precisato, tuttavia, che la Danimarca ha una clausola d'esclusione ("opt-out») da queste disposizioni del Trattato Ue, mentre altri due Stati membri, Regno Unito e Irlanda, potranno decidere se partecipare o no in base a una clausola di «opt-in».

Lancio di un'operazione navale
Un'altra iniziativa immediata è il lancio di un'operazione navale nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc) nel Mediterraneo volta a smantellare il «business model» dei trafficanti, soprattutto in Libia. L'operazione sarà condottoa nel rispetto del diritto internazionale. La proposta sarà sottoposta già lunedì prossimo ai ministri degli Esteri e della Difesa dell'Ue, e più tardi, in giugno, al Parlamento europeo, ai ministri dell'Interno e infine al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, che dovrebbe varare l'operazione. Nel frattempo, ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, «mi aspetto che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione» che dia all'Ue la copertura del mandato internazionale per intervenire. Ma, ha puntualizzato Mogherini, «non ci saranno interventi di terra».

Rafforzamento di Triton
La terza azione immediata dell'Agenda europea dell'immigrazione riguarda il rafforzamento di Triton e Poseidon, le operazioni congiunte di sorveglianza delle frontiere dell'Agenzia Frontex, per le quali verranno triplicate le capacità e i mezzi nel 2015 e nel 2016, come aveva chiesto il Consiglio europeo strordinario del 23 aprile. Il rafforzamento delle operazioni Frontex signficherà, in particolare, un aumento delle capacità e del raggio d'azione e di intervento per ricerca e salvataggi in mare. Oggi stesso la Commissione ha adottato un bilancio rettificativo per il 2015 che assicura i fondi necessari: un totale di 89 milioni di euro (57 milioni per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e 5 milioni per il Fondo Sicurezza interna) è stato stanziato per finanziamenti di emergenza destinati agli Stati membri in prima linea, mentre entro fine maggio sarà presentato il nuovo piano operativo Triton.

Rifugiati già nei campi profughi di paesi terzi
La quarta azione immediata, infine, riguarda i rifugiati che già vivono nei campi profughi dei paesi terzi (in particolare Giordania e Turchia) che hanno un diritto già accertato alla protezione internazionale, e che l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati chiede da tempo di reinsediare, almeno in parte, nei paesi Ue. Entro fine maggio, la Commissione proporrà un programma di reinsediamento in tutti i paesi Ue di 20.000 rifugiati con evidente bisogno di protezione internazionale, stanziando a questo fine un finanziamento supplementare di 50 milioni di euro per il 2015 e il 2016. Quest'ultima misura, il programma volontario di reinsediamento nell'Ue dei rifugiati oggi nei paesi terzi, non è da confondere con la prima misura sulle quote obbligatorie, ovvero il meccanismo di ripartizione negli Stati membri dei richiedenti asilo che arrivano nell'Ue in situazione di emergenza. 

Azioni più a lungo termine
La nuova Agenda Ue della Commissione su immigrazione e asilo prevede poi una serie di altre azioni di più lungo termine, come il distaccamento di funzionari di collegamento europei per la migrazione presso le delegazioni dell'Unione nei paesi terzi strategici, la modifica della base giuridica dell'agenzia Frontex per potenziarne il ruolo in materia di rimpatrio dei migranti che non hanno diritto all'asilo o alla protezione internazionale, un piano d'azione con misure volte a trasformare il traffico di migranti in un'attività ad alto rischio e basso rendimento. Previste poi iniziative di cooperazione con i Paesi d'origine e di transito dei flussi (in particolare con il Niger, da cui passa il 90% dei migranti diretti in Libia dall'Africa occidentale), e infine azioni di politica estera, cooperazione allo sviluppo e assistenza umanitaria che affrontino le cause profonde del fenomeno migratorio (fra l'altro contribuendo al consolidamento delle capacità dei paesi terzi di gestire le loro frontiere).

Sistema comune d'asilo
La Commissione mette un forte accento sulla necessità di garantire l'attuazione piena e coerente del sistema europeo comune di asilo, promuovendo su base sistematica l'identificazione e il rilevamento delle impronte digitali dei migranti, e valutando un riesame del regolamento di Dublino che è stato annunciato per il 2016. La necessità di rivedere le regole Ue derivate dalla Convenzione di Dublino, che attribuiscono unicamente al Paese di primo approdo la responsabilità di farsi carico dei richiedenti di asilo, è stata ribadita oggi dal primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermansn, durante la conferenza stampa di presentazione dell'Agenda.

Rigore sui rimpatri
Proprio Timmermans, d'altra parte, ha sottolineato come sia necessario essere rigorosi e applicare davvero le disposizioni sul rimpatrio dei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale, per avere una politica dell'asilo convincente e per controbattere alle argomentazioni dei movimenti populisti e nazionalisti, che non tendono a non fare distinzione fra chi fugge da guerre e persecuzione e gli «immigrati economici».

Politica di migrazione legale
L'Agenda prevede anche, infine, una nuova politica di migrazione legale. Secondo la Commissione è bene che l'Europa resti una destinazione allettante per i migranti, visti come risorsa economica per un continente in pieno declino demografico. E' importante, quindi, secondo l'Esecutivo Ue rimodernare e ristrutturare il sistema della «Carta blu» (l'immigrazione dei lavoratori qualificati), ridefinire le priorità delle politiche d'integrazione, e aumentare i vantaggi per i migranti legali e i loro paesi di origine, rendendo meno costosi, più rapidi e più sicuri i trasferimenti delle rimesse.