23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Rapito nel 2012, morto in operazione a confine afgano

Giovanni Lo Porto ucciso nei raid Usa contro al Qaida

Giovanni Lo Porto, l'italiano rapito da al Qaida nel gennaio 2012 in Pakistan, è stato ucciso accidentalmente durante un'operazione dell'antiterrorismo statunitense lo scorso gennaio al confine con l'Afghanistan, insieme a un ostaggio americano. Lo rende noto la Casa Bianca in un comunicato diffuso oggi.

NEW YORK (askanews) - Giovanni Lo Porto, l'italiano rapito da al Qaida nel gennaio 2012 in Pakistan, è stato ucciso durante un'operazione dell'antiterrorismo statunitense lo scorso gennaio al confine con l'Afghanistan. Lo rende noto la Casa Bianca.

Ucciso accidentalmente durante l'operazione insieme a un altro ostaggio
Nel comunicato diffuso, la Casa Bianca rende noto che, nell'operazione antiterroristica, è stato ucciso anche un altro ostaggio detenuto da al Qaida, il dottor Warren Weinstein, un cittadino statunitense in mano ai terroristi dal 2011. Le analisi condotte con le informazioni a disposizione dell'intelligence hanno portato alla conclusione che, nell'operazione, sono stati accidentalmente uccisi entrambi gli ostaggi. L'operazione era mirata a colpire un compound al confine tra Pakistan e Afghanistan dove non si credeva potessero essere detenuti i due ostaggi. «Non ci sono parole per esprimere pertinente il nostro dispiacere per questa terribile tragedia», si legge nella nota.

Vittime dei raid anche altre due americani
«Crediamo inoltre che altri due americani siano stati recentemente uccisi nelle operazioni condotte nella stessa regione». Secondo il governo, nel raid in cui hanno perso la vita Lo Porto e Weinstein, sarebbe morto anche Ahmed Farouq, un cittadino statunitense leader di al-Qaida. Adam Gadahn, altro americano divenuto un importante leader di al Qaida, è stato ucciso sempre a gennaio, in un altro raid.

Le scuse di Obama
«Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di condividere oggi questa informazione, finora classificata». «Dobbiamo fare il massimo per assicurarci» che la morte di due ostaggi innocenti «non si ripeta», si legge ancora nella nota, in cui si afferma che è in corso un'indagine indipendente per verificare cosa sia successo e fare in modo che questi incidenti non avvengano di nuovo in futuro. Giovanni Lo Porto, palermitano di 40 anni, era arrivato da tre giorni in Pakistan per conto della ong tedesca Welt Hunger Hilfe, quando fu rapito il 19 gennaio 2012 insieme al collega Bernd Muehlenbeck, che lo scorso ottobre è stato liberato dalle forze speciali di Berlino.