17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Solo dopo la lotta ai trafficanti

Onu all'Ue: attenti, la priorità dev'essere il salvataggio

L'Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres ha sottolineato che la priorità dell'Europa deve essere il salvataggio di vite, prima della lotta ai trafficanti. Dello stesso avviso Simonovic, assistente al segretario generale per i diritti umani, che incita l'Ue a fare di più per scongiurare altre terribili tragedie

WASHINGTON (askanews) - La situazione attuale nel mar Mediterraneo, dove una serie di naufragi hanno causato oltre 1.600 morti dall'inizio dell'anno, è «una tragedia» che necessita di una risposta coordinata. E' quanto ha detto l'Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, intervenendo a Washington davanti all'Organizzazione degli Stati americani.

Guterres: la priorità è il salvataggio
«Bisogna garantire un'effettiva capacità di salvare vite in mare, perchè la situazione attuale è un'enorme tragedia», ha detto Guterres, ricordando che «gli italiani avevano lanciato un'operazione molto efficace, Mare Nostrum, per salvare le vite» dei migranti, poi abbandonata perchè accusata di incoraggiare il fenomeno migratorio. «Oggi noi sappiamo che il fatto di non avere a disposizione un'operazione efficace di salvataggio non ha ridotto ma piuttosto ha aumentato il numero delle persone che tentano di attraversare il Mediterraneo - ha aggiunto - per me è evidente che c'è bisogno di un meccanismo efficace di salvataggio in mare»«Noi dobbiamo essere più severi contro i trafficanti che violano i diritti umani e si comportano in modo inaccettabile», ma «la priorità è salvare vite», ha concluso.

Simonovic: fare di più per prevenire le tragedie
Dello stesso avviso  Ivan Simonovic, assistente al segretario generale per i diritti umani ONU. "Deve essere fatto di più per prevenire le tragedie» nel Mediterraneo «ed è sconvolgente che già adesso ci siano stati oltre 1.700 persone che sono morte da inizio anno» nel mare. In una conferenza stampa che si è svolta al Palazzo di vetro, Simonovic ha giudicato come «positivo» il fatto che «l'Unione europea stia annunciando azioni complete perché non è solo una questione legata al pattugliamento ma anche di risposta alle ragioni che spingono le persone a fuggire dal loro Paese». L'esperto ha citato la fame, la povertà e la paura della guerra. «Abbiamo bisogno di una strategia completa per affrontare questa tragedia», ha aggiunto Simonovic.