15 giugno 2021
Aggiornato 18:30
Il caso

Daily Telegraph sotto accusa, ha censurato notizie su HSBC

L'ex capo dei commenti politici del quotidiano britannico Daily Telegraph, Peter Oborne, ha chiesto un'inchiesta indipendente sulla linea editoriale del quotidiano per la copertura pressochè assente dalle sue pagine dello scandalo fiscale che ha colpito il colosso bancario HSBC: una «frode ai suoi lettori» nelle parole dello stesso Oborne.

LONDRA - L'ex capo dei commenti politici del quotidiano britannico Daily Telegraph, Peter Oborne, ha chiesto un'inchiesta indipendente sulla linea editoriale del quotidiano per la copertura pressochè assente dalle sue pagine dello scandalo fiscale che ha colpito il colosso bancario HSBC: una «frode ai suoi lettori» nelle parole dello stesso Oborne. Ieri il notista politico si è dimesso, lanciando un duro attacco alla dirigenza e alla proprietà del quotidiano conservatore: ha sostenuto che il Telegraph ha deliberatamente censurato le notizie sul colosso bancario, tra cui le rivelazioni della scorsa settimana sulla sua controllata svizzera, che avrebbe aiutato i suoi clienti milionari a evadere le tasse, per mantenere i suoi consistenti investimenti pubblicitari.

Secondo il commentatore, i giornalisti della testata non hanno alcuna fiducia nel management. Osborne ha detto di aver sollevato il problema con il management già due mesi e mezzo fa e di essere pronto ad andarsene in silenzio, quando la settimana scorsa è scoppiato lo scandalo Swissleaks che ha travolto Hsbc. La copertura del Telegraph è stata ridotta all'osso. «Come giornalista, l'ho trovato disgustoso» ha detto Oborne alla Bbc.

Il commentatore ha spiegato i motivi delle sue dimissioni in un articolo sul sito Open Democracy, che il Telegraph ha definito «un attacco stupefacente e infondato, pieno di inaccuratezze e insinuazioni, sul suo stesso giornale». Se il mio articolo è una «trama di bugie», ha ribattuto Oborne «devono venire allo scoperto e spiegare le linee editoriali. Il Telegraph deve organizzare una valutazione indipendente, che verifichi in pieno il rapporto tra la pubblicità e la redazione».

Oborne, tra i capi della redazione dello Spectator e volto familiare di Channel 4, ha detto che l'assenza di notizie su HSBC e sulla filiale svizzera son un fatto «estremamente sinistro» per il quotidiano, descritto come «la più importante testata vicina al partito Conservatore» in Gran Bretagna, dove è crollata la distinzione tra redazione e divisione pubblicitaria.

Secondo il commentatore è possibile rilevare questa tendenza anche in altre vicende, come la copertura della rivolte studentesche e Hong Kong.

Oborne, nel suo articolo su Open Democracy, afferma che il Telegraph, ponendo gli interessi di una grande banca internazionale al di sopra del suo dovere di informare, ha operato «una forma di frode verso i suoi lettori». «Ci sono grandi questioni qui. Vanno al cuore delle democrazia, e non possono essere ignorate».

Secondo il giornalista, il quotidiano scoraggia le storie negative su Hsbc da inizio 2013, quando la banca ha sospeso la pubblicità sulle pagine del giornale dopo un'inchiesta del Telegraph sui conti della filiale di Jersey della Hsbc. Per un ex dirigente della casa editrice HSBC è «l'inserzionista che non ti puoi permettere di offendere» ha riferito ancora Oborne.

Un portavoce del Telegraph ha rivendicato «l'assoluta chiarezza» della sua policy pubblicitaria: «la distinzione tra pubblicità e redazione è sempre stata fondamentale per noi».

Prima della pubblicazione di Swissleaks da parte di una serie di testate, tra cui il britannico Guardian, durante le verifiche sul materiale, Hsbc ha «sospeso» i suoi investimenti pubblicitari nel Guardian. Secondo i dati e i nomi pubblicati tra gli altri da Guardian, Bbc, dal francese Le Monde e in Italia da L'Espresso, la filiale svizzera di Hsbc ha aiutato i suoi clienti più ricchi a evadere il fisco dei rispettivi Paesi per milioni di dollari. Per la Gran Bretagna si parla di finanziatori del partito Conservatore, di membri della Camera dei Lord e di un parlamentare di alto profilo titolari di conti, legali, presso la filiale svizzera di private banking di Hsbc.

Oborne, arrivato cinque anni fa al Telegraph dal Daily Mail, ha parlato di un «crollo degli standard» con la proprietà dei fratelli Barclay, riservatissimi multimilionari proprietari dell'hotel Ritz, che hanno acquistato la casa editrice nel 2004.