20 novembre 2019
Aggiornato 15:30
La conferma delle autorità libanesi

Arrestata una delle mogli del leader dello Stato islamico al-Baghdadi

La donna è stata fermata 10 giorni fa, insieme al figlio di 8-9 anni, nei pressi della città libanese di Anfar, al confine con la Siria, in possesso di un documento falso. L'arresto è stato condotto dall'intelligence libanese.

BEIRUT - Le autorità libanesi hanno arrestato una delle mogli del leader dello Stato islamico (Isis), Abu Bakr al-Baghdadi. La donna è stata fermata 10 giorni fa, insieme al figlio di 8-9 anni, nei pressi della città libanese di Anfar, al confine con la Siria, in possesso di un documento falso. L'arresto è stato condotto dall'intelligence libanese «in collaborazione con agenzie di intelligence straniere» e la donna è stata condotta nella sede del ministero della Difesa libanese a Yarze, subito fuori Beirut, «dove stanno proseguendo le indagini». Secondo quanto riferito dall'emittente araba al Arabiya, la donna sarebbe cittadina siriana e seconda moglie di al Baghdadi.

LA DONNA SAREBBE FIGLIA DELL'EMIRO DELL'ISIS - All'inizio dell'anno, ricorda al Arabiya, media locali identificarono in Saja Hamid al-Dulaimi una delle mogli del leader dell'Isis. Non è chiaro quante mogli abbia al Baghdadi, sebbene la legge islamica permetta a un uomo di sposare fino a quattro donne, né se sia al Dulaimi la donna arrestata in Libano.
L'identità di Al-Dulaimi venne rivelata lo scorso marzo da Abu Maan al-Suri, un esponente del Fronte al Nusra, braccio siriano di al Qaida, sostenendo che faceva parte del gruppo di 13 donne rilasciate dal regime di Damasco nello scambio di prigionieri concordato per ottenere la liberazione delle suore di Maalula. Secondo al Suri, al-Dulaimi era stata detenuta insieme ai due figli e a un fratello più piccolo.
Stando alle notizie frammentarie e mai confermate in circolazione sulla rete, la donna sarebbe figlia di Ibrahim Dulaimi, il cosiddetto emiro dell'Isis in Siria ucciso nel settembre 2013 durante un'operazione contro l'esercito siriano a Deir Attiyeh; la sorella, Duaa, sarebbe invece responsabile di un attentato suicida a Erbil, nel Kurdistan iracheno.

IRAN BOMBARDA OBIETTIVI ISIS IN IRAQ - Anche l'Iran è impegnato in bombardamenti aerei contro i jihadisti dello Stato islamico in Iraq. Lo ha confermato all'Huffington Post una fonte della Difesa americana, dopo che l'emittente araba al Jazeera ha trasmesso nei giorni scorsi un filmato che mostrava l'aviazione iraniana impegnata in un'operazione congiunta con combattenti curdi (peshmerga), esercito iracheno e milizie sciite per riconquistare due città curde nel nord-est dell'Iraq, nei pressi del confine.
Gli Stati Uniti sono «a conoscenza» dell'impegno iraniano contro l'Isis in Iraq, che andrà avanti fino a quando il governo sciita si sentirà minacciato dall'organizzazione estremista sunnita, ha sottolineato la fonte americana. «Non direi che siamo preoccupati», ha aggiunto, precisando poi che i bombardamenti iraniani si concentrano nei pressi del confine Iraq-Iran, ossia in zone diverse da dove operano gli Stati Uniti e i suoi alleati.