26 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Vertice G20

Il G20 di Brisbane finisce con un pareggio

Vladimir Putin è soddisfatto dei risultati del G20. Secondo il presidente russo, il vertice è stato ricco di contenuto e si è svolto in un clima benevolo. Putin l’ha dichiarato nel corso della sua conferenza stampa dedicata ai risultati del G20 terminato a Brisbane, in Australia.

MOSCA - Vladimir Putin è soddisfatto dei risultati del G20. Secondo il presidente russo, il vertice è stato ricco di contenuto e si è svolto in un clima benevolo. Putin l’ha dichiarato nel corso della sua conferenza stampa dedicata ai risultati del G20 terminato a Brisbane, in Australia.

Gli analisti, da parte loro, rilevano che gli organizzatori del vertice hanno cercato di esercitare sul presidente russo una pressione senza precedenti, ma grazie al sanguefreddo di Putin a Brisbane le parti «hanno pareggiato».

Vladimir Putin non ha partecipato alla colazione finale dei leader del G20. Il presidente ha preferito dormire prima di tornare al lavoro, mandando perciò alla colazine il ministro delle Finanze Anton Siluanov. Per evitare le speculazioni in merito Putin ha spiegato che doveva recarsi in ufficio direttamente dall’aereo, dopo aver passato in aria 18 ore. Questo viaggio di Putin è stato uno dei più lunghi: è durato 8 giorni. Prima di arrivare a Brisbane il presidente ha visitato Vladivostok e Pechino, dove ha partecipato al vertice APEC durato due giorni.

Il comunicato finale del G20 di Brisbane non è molto impressionante. L’unico punto degno di attenzione è forse quello che promette la crescita del 2% dell’economia del G20 entro il 2018. Sottolinea il direttore del Dipartimento analitico del gruppo d’investimento «Nord-Capital», Vladimir Rozhankovsky:

Al momento non esiste un piano concettuale per lo sviluppo ecomomico. Per l’ottava volta i G20 hanno constatato che i meccanismi esistenti stanno diventando obsoleti e occorre trovarne degli altri. In sostanza, significa quello che la Russia non si stanca di dire: ci vuole un mondo multipolare con più valute.

Ai paesi occidentali le proposte della Russia non piacciono. Che vogliano evitare la comparsa di nuovi «centri» di forza economica e politica lo dimostrano gli sforzi intrapresi dagli orgnazzatori del vertice per cacciare un cuneo tra la Russia e la Cina. Evidentemente temono davvero che Mosca e Pechino possano cominciare a implementare gli accordi che prevedono pagamenti tra i due paesi in rubli e yuan.

Di conseguenza, gli eventi più importanti, che non riguardavano l’economia, bensì la politica, sono accaduti ai margini delle sessioni di lavoro, fa notare il direttore dell’Istituto internazionale di expertise politica, Evgeny Minchenko.

Il tema centrale era l’Ucraina e le differenze di approccio si vedevano molto bene. Putin ha avuto dei contatti molto positivi con i rappresentanti dei paesi asiatici nell’ambito dei vertici BRICS e APEC. Al tempo stesso i paesi occidentali non erano pronti a dialogare con il presidente russo. Hanno assunto un atteggiamento piuttosto duro per indurre Putin a rinunciare al sostegno delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Proprio per questo motivo il dialogo non ha funzionato e Putin ha deciso di anticipare la sua partenza. Nel mondo dell’economia ora ci sono due schieramenti: da un lato l’Europa, gli USA e i satelliti del mondo anglossassone (Australia e Canada), e dall’altro le economie di Cina, India e Russia.

La riluttanza di Washington a rinunciare alla sua egemonia sta spaccando il mondo in misura sempre maggiore. C’è chi accetta il sistema esistente, ma altri non vogliono rassegnarsi. Secondo Vladimir Shevchenko dell’Istituto di filosofia dell’Accademia delle scienze della Russia, a Brisbane i leader occidentali non sono riusciti a imporre a Putin le loro regole.

Per ora abbiamo pareggiato. Noi non siamo riusciti a persuaderli a optare per il miglioramento dei rapporti e la comprensione reciproca, loro non sono riusciti a imporre a noi il loro gioco. Quindi, le cose più importanti avverranno in futuro.

Durante il vertice Vladimir Putin ha incontrato i capi di stato e di governo dei paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Secondo gli esperti, questo incontro ha confermato lo spostamento degli equilibri politici a favore dei cinque paesi emergenti che è visibile persino a livello del G20.

Gli osservatori rilevano il modo disinvolto del presidente russo. Prima di partire per l’Australia Putin ha fatto capire che non intende chiedere la revoca delle sanzioni. Complessivamente, le azioni del presidente russo in questo periodo contribuiscono ad aumentare il ruolo della Russia in qualità di forza centripeta.