15 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
24enne si suicida per stress

Sentenza storica in Giappone: azienda condannata per superlavoro

Un tribunale giapponese ha ordinato a una catena di ristoranti di pagare più di mezzo milione di dollari di risarcimento alla famiglia d'un uomo che s'è ucciso dopo essere stato costretto a lavorare per oltre 200 ore oltre l'orario normale in un mese. In Giappone, il "karoshi" - morte da superlavoro- causa diversi decessi ogni anno.

ROMA - Un tribunale giapponese ha ordinato a una catena di ristoranti di pagare più di mezzo milione di dollari di risarcimento alla famiglia d'un uomo che s'è ucciso dopo essere stato costretto a lavorare per oltre 200 ore oltre l'orario normale in un mese. La Corte distrettuale di Tokyo ha condannato la catena di bisteccherie Sun Challenge per aver costretto al superlavoro il dipendente e due dirigenti della stessa società per non aver impedito che l'uomo, il cui nome non è stato diffuso, lavorasse in maniera eccessiva.

IL DIPENDENTE SI SUICIDA PER ECCESSO DI LAVORO: LA SOCIETA' PAGA 510MILA DOLLARI - «Con solo un giorno di ferie in diversi mesi, il peso psicologico del lavoro prolungato e il mobbing hanno provocato la sua sofferenza mentale», ha detto il giudice Akira Yamada, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Kyodo. Yamada ha ordinato alla compagnia e ai due funzionari di pagare un totale di 58 milioni di yen (510mila dollari) ai genitori dell'uomo, che aveva 24 anni quando s'è suicidato nel novembre 2010. Il dipendente aveva iniziato a lavorare per Sun Challenge nel 2007 ed era stato nominato manager di un ristorante a luglio 2009.

SENTENZA STORICA DELLA CORTE DISTRETTUALE DI TOKYO - In sette mesi prima che si impiccasse, aveva lavorato oltre 190 ore in più rispetto all'orario di lavoro e aveva preso solo due giorni di ferie. Inoltre è stato soggetto a violenza fisica o verbale da parte del suo supervisore. L'avvocato di parte civile ha definito la sentenza «epocale» perché «incoraggia i lavoratori che soffrono per orari infiniti di lavoro e mobbing». In Giappone negli ultimi anni si sta maggiormente diffondendo la consapevolezza che le lunghe ore di lavoro straordinario non pagate è all'origine di problemi psicologici importanti che possono contribuire a fenomeni come il «karoshi», la «morte da superlavoro».