16 maggio 2021
Aggiornato 11:30
Elezioni in Russia

La Crimea va alle urne e vota Putin

Alle elezioni amministrative che si sono svolte ieri in tutta la Federazione, a vincere è stato il leader del Cremlino: l'unico che non era un candidato, ma un semplice elettore. Per la prima volta hanno partecipato al voto anche la Crimea e Sebastopoli, neo-annesse dopo la crisi ucraina.

MOSCA - Alle urne vince l'unico che in questo caso non era candidato, ma solo un elettore: Vladimir Putin. Il leader del Cremlino, con un consenso interno altissimo, nonostante o forse proprio per la crisi ucraina, è riuscito persino a resuscitare un partito moribondo come Russia Unita, e a consegnargli chiavi in mano una vittoria - nel voto delle amministrative di ieri in tutta la Federazione - in genere scontata, ma molto più facile di quello che ci si poteva immaginare solo un anno fa.

LE NEO-ANNESSE CRIMEA E SEBASTOPOLI PER LA PRIMA VOLTA ALLE URNE - Nessuna sorpresa, ma anche una dirompente novità: a votare per la prima volta in Russia c'erano anche la Crimea e Sebastopoli, fresche di annessione nell'unica verifica alle urne dopo l'inizio della crisi ucraina. Le elezioni locali, tenutesi tra Mosca, San Pietroburgo e buona parte dell'immensa provincia russa, hanno di fatto confermato un po' ovunque l'élite già al potere. E il risultato, secondo il quotidiano Izvestia, è riconducibile alla elevata popolarità del presidente russo Vladimir Putin (più che della stessa élite del partito) proprio in seguito alla crisi ucraina e all'annessione della Crimea.

BASSA AFFLUENZA E CONFERMA DELLA VECCHIA ELITE - Il leader del Cremlino questa settimana ha peraltro in programma di tenere una riunione dei governatori neo-eletti. In evidenza Mosca (si votava per rinnovare il consiglio comunale) per la bassissima affluenza: fatica ad arrivare a 21%; cifre basse, ma coerenti con il livello delle elezioni regionali negli anni precedenti. Ma anche la dimostrazione, secondo gli analisti politici, che le risorse del potere amministrativo vengono usate poco. In tutte le regioni, ad eccezione della Repubblica di Altai, a vincere sarebbero (in base ai voti scrutinati, dati non ancora definitivi) i governatori uscenti. In media, tra i vincitori, il 65% dei voti va ai candidati di Russia Unita, il partito di governo. A San Pietroburgo, uno dei punti della campagna di maggiore attenzione, il governatore Georgy Poltavchenko in base all88% dei voti scrutinati dalle commissioni elettorali ha ottenuto il 79,23% dei voti. In sostanza si votava in 84 regioni della Russia. Si sceglievano i leader locali di 30 soggetti della Federazione Russa e i membri degli organi legislativi in 14 soggetti. Nella maggior parte delle regioni si tenevano le elezioni comunali. E si è votato in Inguscezia, una delle repubbliche caucasiche più a rischio terrorismo.