24 maggio 2019
Aggiornato 12:30
Missione ISAF

Afghanistan, cambio al vertice dell'Italfor

Passaggio di consegne stamane a Herat tra il colonnello Giuseppe Lucarelli e il tenente colonnello Michele Lombardi alla guida di Italfor, la componente nazionale interforze che si occupa degli aspetti gestionali e logistici di carattere strettamente nazionale del contingente italiano in Afghanistan. Intanto il Presidente afgano Karzai lancia un appello ai candidati alla Presidenza: «Restiamo unit

HERAT - Passaggio di consegne stamane a Herat tra il colonnello Giuseppe Lucarelli e il tenente colonnello Michele Lombardi alla guida di Italfor, la componente nazionale interforze che si occupa degli aspetti gestionali e logistici di carattere strettamente nazionale del contingente italiano in Afghanistan. E' quanto ha reso noto oggi un comunicato del Train Advise Assist del Commando regionale Ovest dell'ISAF.
Composta da militari dell'Esercito e dell'Aeronautica Militare, Italfor ha assicurato la piena funzionalità della base «Camp Arena» di Herat nei settori del vettovagliamento, dei rifornimenti, della manutenzione dei veicoli nonché l'efficace gestione delle infrastrutture, dei generatori elettrici e degli impianti idrici.
Alla cerimonia di avvicendamento ha presenziato il generale Manlio Scopigno, comandante del Train Advise Assist Command West, il quale ha sottolineato il ruolo determinante svolto da Italfor nell'attuazione del piano di ripiegamento del contingente italiano dall'Afghanistan che si concluderà il 31 dicembre 2014, data che sancirà il termine del mandato della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).

PIANO DI RIENTRO «ITACA 2» - Concertato con gli altri paesi della Nato, il piano di rientro, denominato "Itaca 2", «è un'operazione logistica estremamente delicata, la più complessa che le Forze Armate italiane abbiamo mai condotto dalla fine della seconda Guerra Mondiale», ha spiegato il generale Scopigno. «Sia per la complessità del contesto geostrategico in cui operiamo, sia per la conformazione geografica del paese asiatico, privo di sbocchi sul mare».
Pianificata nei minimi dettagli, l'operazione "Itaca 2" è stata avviata a settembre 2012 e finora ha comportato il rientro in Italia di circa 3.000 soldati e il ripiegamento di 11.700 metri lineari di carico, mezzi e materiali utilizzati dal contingente italiano in oltre 10 anni di missione che messi in fila raggiungono undici chilometri di lunghezza.
Per il rientro in Italia dei rimanenti 5 chilometri e mezzo di carico saranno utilizzati ponti aerei e mezzi navali.
Complessivamente, sono stati fatti rientrare 1070 container, 159 mezzi di varia tipologia (tra cui 44 generatori di corrente), 875 veicoli tattici, 4 velivoli da combattimento, 6 elicotteri multiruolo e 2 da esplorazione e scorta, per un peso complessivo di oltre undicimila tonnellate.

KARZAI: RESTIAMO UNITI - Il presidente afgano Hamid Karzai ha lanciato un appello ai due uomini in corsa per la successione alla presidenza affinché mettano fine alla loro disputa sui risultati delle elezioni e salvino il paese da ulteriori violenze e dal declino economico.
Da mesi ormai l'Afghanistan è paralizzato a causa dell'esito incerto dello scrutinio presidenziale che non è riuscito a produrre un chiaro vincitore ed è stato contrassegnato da brogli importanti.
A contendersi la poltrona di Karzai sono Ashraf Ghani, ex economista della Banca Mondiale e Abdullah Abdullah, ex combattente anti-talebano. Nessuno dei due candidati sembra disposto a fare marcia indietro e la controversia sembra destinata a scoppiare di nuovo nei prossimi giorni, quando saranno resi noti i risultati di una verifica elettorale su tutti gli otto milioni di voti.
«Spero che restiamo uniti ... in modo che il nostro paese venga guidato verso la pace e la prosperità», ha detto Karzai in un discorso a Kabul per celebrare il Giorno dell'Indipendenza. «Spero che le elezioni diano un risultato al più presto. La gente attende con impazienza un risultato», ha detto il presidente uscente, «mi auguro che entrambi i nostri fratelli ... raggiungano un accordo in modo che l'Afghanistan abbia subito un governo inclusivo in cui nessuno sia lasciato fuori».