19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Politiche europee

I leader dell'UE cercano il capo d’Europa

Nella residenza estiva del primo ministro svedese Frederik Reinfeldt i leader dei partiti europei di centro destra hanno completato una riunione di due giorni.

Nella residenza estiva del primo ministro svedese Frederik Reinfeldt i leader dei partiti europei di centro destra hanno completato una riunione di due giorni.

Tuttavia il principale problema della discussione era la scelta del successore di Jose Manuel Barroso alla presidenza della Commissione europea, ma tale argomento è rimasto senza risposta.

I leader di Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi e Svezia non sono stati in grado di trovare un compromesso sulla candidatura del nuovo capo della Commissione europea. Due i principali avversari: il primo ministro britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno dichiarato che continueranno ad aderire alle posizioni precedentemente assunte: la Germania sostiene la candidatura di Jean-Claude Juncker, cui la Gran Bretagna si oppone vivamente.

Ricordiamo che la candidatura di capo della Commissione Europea è determinata dal consenso dei rappresentanti dei Paesi europei. Ma quest'anno, dopo le ultime elezioni al Parlamento europeo, in cui i partiti di destra nazionalisti hanno ottenuto risultati importanti, Cameron ha detto che i leader devono ascoltare gli elettori e fare scelte appropriate. Mentre Cameron, la cui popolarità nel Paese cade alla vigilia delle elezioni parlamentari del prossimo anno, ha invitato i colleghi europei ad abbandonare il supporto per Juncker, sottolineando che se sarà nominato aumenterà la probabilità che i britannici voteranno a favore dell'uscita del Paese dalla UE.

Tuttavia, a giudicare dalle dichiarazioni di Merkel in una conferenza stampa dopo la riunione di Stoccolma, il primo ministro britannico non è riuscito a convincere i leader europei. La cancelliera ha fatto chiaramente capire che le argomentazioni di Cameron non possono cambiare l'opinione dei leader dei Paesi dell'UE ed ha aggiunto che nella discussione non vi è posto per le minacce.

Secondo alcuni esperti, Juncker è persona molto reattiva ed è in grado di essere responsabile delle decisioni prese. Come ogni politico decisivo, ha i suoi seguaci e avversari, dice Vladimir Schweitzer, dirigente del Centro degli studi politici dell'Istituto per ll'Europa dell'Accademia delle Scienze della Russia.

Juncker ha i suoi vantaggi e svantaggi. Il vantaggio principale è che Juncker è specialista di economia pan-europea. In primo luogo, ha guidato l'Eurogruppo per la finanza. In secondo luogo, egli è il leader del Lussemburgo, anche se piccolo, ma Paese europeo molto importante. Ma ci sono anche degli svantaggi. Nel Regno Unito, Juncker ha insistito su una forte riduzione delle sovvenzioni per il Paese, assegnati dall'Unione europea per molti anni sullo sviluppo della sua agricoltura. Juncker ha economicamente dimostrato che l'agricoltura britannica è autosufficiente e non necessita di finanziamenti. È chiaro che contro di lui votano tutti: conservatori, laburisti e tutto il resto. Non gli stringeranno la mano in Inghilterra.

Juncker ha anche difficoltà con i Paesi Bassi e la Svezia. Ma esse riguardano questioni legate alla finanza ed alle banche. Quando Junker guidava l'Eurogruppo ha parlato piuttosto duramente contro un certo numero di banche olandesi e svedesi. Ovviamente ora se ne ricordano. Ci sono alcuni Paesi, soprattutto l'Ungheria e la Repubblica Ceca, che hanno le proprie pretese su Juncker riguardanti una gamma piuttosto ampia di questioni.

Juncker ha anche sollevato la questione dei paradisi fiscali in Europa. Come risultato, alcune banche sono state chiuse, evidenziando subito che che queste istituzioni finanziarie erano in realtà 'delle lavanderie'. Queste banche erano residenti, ad esempio, in Lussemburgo. Juncker ha rovinato i rapporti con molte banche tedesche. Forse è per questo che Merkel non è in realtà così categorica nel sostenere Juncker, come sembra a prima vista, dice Vladimir Schweitzer:

Merkel non si esprime in modo netto a favore di Juncker. Ma richiama l'attenzione sul fatto che i leader dell'UE dovrebbero essere determinati sulla base delle preferenze del partito avallate dai cittadini. Junker è il leader del gruppo del Partito Popolare Europeo, unione dei democratici cristiani e conservatori sociali. E poiché questo gruppo ha ottenuto il primo posto nelle elezioni, anche se con un margine molto piccolo sui socialdemocratici, Juncker può pretendere formalmente la presidenza della Commissione Europea.

Gli oppositori sottolineano che i risultati delle elezioni del Parlamento europeo riflettono la popolarità dei partiti politici non sono specificatamente dei politici, anche se di tutti i partiti conservatori in Europa solo in Lussemburgo la Democrazia Cristiana, in queste elezioni, ha ricevuto più voti rispetto alle elezioni del 2009. Juncker in questo senso esprime un valore aggiunto, ma la percentuale della sua popolarità europea è bassa.

Forse l'incertezza nella scelta di un nuovo presidente della Commissione Europea è legata al fatto che un certo numero di Paesi europei insiste sulle modifiche delle priorità di questo organo amministrativo sovranazionale. Di conseguenza, alcuni analisti ritengono che in realtà oggetto di contestazione non il candidato Presidente della CE, ma la sua legittimità ed autorità, cioè la riforma della UE nel suo complesso.

Questa domanda in realtà è maturata. L'UE non è diventata la famiglia unitaria per le nazioni europee. Essa è perseguitata da contraddizioni politiche, sociali ed economiche. Il problema è sistemico e il progetto europeo ha bisogno di una riformattazione. Questa è la lezione principale delle recenti elezioni del Parlamento Europeo.