9 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Putin: Nuove sanzioni? Risponderemo

Il presidente del senato russo (Consiglio della Federazione) Valentina Matviyenko nel programma Tv «Pravo Snat - Il diritto di sapere», condotto da Sergey Miniaev ha detto che la Russia non intende vendicarsi, ma non esclude ritorsioni. Intanto spari ed esplosioni a Mariupol per tutta la notte.

MOSCA - Vladimir Putin ha già pronta una risposta al terzo giro di sanzioni dell'Ovest. Il presidente del senato russo (Consiglio della Federazione) Valentina Matviyenko nel programma Tv «Pravo Snat - Il diritto di sapere», condotto da Sergey Miniaev ha detto che la Russia non intende vendicarsi, ma non esclude ritorsioni, nell'eventualità di una terza ondata di misure per isolare la Federazione russa. «Noi non consideriamo necessario adottare sanzioni di ritorsione, anche se sono già preparate, considerate e ponderate. E se i nostri partner che minacciano un terzo round di sanzioni non si fermeranno, potrebbe venire il momento in cui dovremo rispondere, ma non vorrei che un tale scenario avesse luogo», ha detto Matvienko, che rispondendo a una domanda di TMnews in studio ha precisato di «non sentire alcuna limitazione» per le sanzioni che l'hanno colpita personalmente. «Le sanzioni contro i politici, che sia contro il presidente della camera bassa o della camera alta del parlamento» sono qualcosa che era «inammissibile persino ai tempi della guerra fredda».

SPARI ED ESPLOSIONI A MARIUPOL PER TUTTA LA NOTTE - A Mariupol, città portuale dell'Ucraina sudorientale, per tutta la notte sono stati uditi spari ed esplosioni in diverse zone del centro abitato. Secondo i messaggi dei residenti su Twitter, una sparatoria si è tenuta anche presso l'aeroporto . Coinvolte anche unità militari di stanza vicino allo scalo. Come riportato in precedenza, in una sparatoria al confine di Mariupol sono rimaste ferite tre persone. Intanto sempre nell'Est, a Slaviansk, i filorussi secondo la tv ucraina, continuano a sparare indiscriminatamente nei quartieri residenziali. Colpi di mortaio e spostamenti di camion paramilitari. A causa degli scontri a fuoco sono stati già distrutti diversi edifici compresa la sede dell'amministrazione locale, il mercato e anche il quartier generale dei filorussi.