25 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
La crisi siriana

Padre dall'Oglio «impiccato» il giorno della sua cattura

Il gesuita italiano Paolo Dall’Oglio sarebbe stato ucciso subito dopo la cattura da parte di miliziani qaedisti nel luglio dello scorso anno a Raqqa, nel nord della Siria. Lo afferma un disertore dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) citato dall’ong Lega siriana per i diritti umani. Per ora mancano però elementi di prova.

DAMASCO - Il gesuita padre Paolo Dall'Oglio sarebbe stato ucciso il 29 luglio del 2013, due ore dopo il suo sequestro nella città di al Raqqa, roccaforte delle milizie qaediste nel Nord della Siria. A scriverlo è «Tahrir souri», («Liberazione siriana», sito vicino all'opposizionje al regime del presidente Bashar al Assad). Il sito, riferisce di un attivista, Ibrahim al Raqqawi, presentandolo come responsabile della «Campagna Raqqa sgozzata in silenzio», sarebbe entrato in contatto con un testimone oculare che avrebbe visto l'esecuzione del religioso.

IL RACCONTO - Questo testimone in condizioni di anonimato, racconta che il 29 luglio 2013 (giorno del rapimento), in città era uscito un corteo radunatosi alla chiesa dei «Martiri» di Raqqa e subito al termine della manifestazione Dall'Oglio avrebbe deciso di andare per un incontro con i leader del gruppo legato ad al Qaeda che si fa chiamare «Stato islamico in Iraq e in Siria». Dopo tre giorni di tentativi - prosegue il racconto del teste - la malasorte attendeva il religioso nella persona di «Kassab al Jazrawi» («Jazrawi» in arabo significa il «Macellaio», ndr); cittadino saudita ed uno dei capi di al Qaeda nella città. Questo Jazrawi, secondo il racconto del teste, era nervoso perchè avrebbe ricevuto la notizie della morte del fratello lo stesso giorno.

GIUDICATO DA UNA CORTE ISLAMICA - Dall'Oglio sarebbe stato prima condotto in carcere e poi giudicato da «una Corte islamica» prima di essere impiccato vicino «alla zona della diga» ed il suo cadavere «occultato e buttato» sempre nella stessa zona. Il testimone, che afferma di non aver rivelato queste informazioni prima, «per paura» aggiunge altri dettagli come «uno scontro fisico» tra Dall'Oglio ed il suo carnefice Kassaba Jazrawi alla presenza di una terza persona, un altro saudita di nome «Khaled al Jazrawi».

LA PROCURA DI ROMA CERCA RISCONTRI - Gli inquirenti della Procura di Roma stanno cercando di verificare l'attendibilità delle affermazioni di un disertore dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) secondo il gesuita italiano Paolo Dall'Oglio sarebbe stato ucciso. Il pm Sergio Colaiocco, che sul rapimento del religioso procede per sequestro di persona con finalità di terrorismo, ha avviato una serie di attività alla ricerca di riscontri. In questo senso il magistrato attende un rapporto da parte degli investigatori.