21 settembre 2019
Aggiornato 03:00
La crisi in Ucraina

La Cina de facto riconosce la Crimea come parte della Russia

Così Vladimir Zakharov, direttore dell’Istituto di studi politici e sociali della regione Mar Nero – Caspio, ha commentato la possibilità di partecipazione della Cina ad un nuovo progetto russo-cinese per la Crimea

Il Presidente russo, Vladimir Putin
Il Presidente russo, Vladimir Putin ANSA

MOSCA - Pechino, passo per passo ma in maniera veloce, sta riconoscendo de facto l’adesione della Crimea alla Russia. Così Vladimir Zakharov, direttore dell’Istituto di studi politici e sociali della regione Mar Nero – Caspio, ha commentato la possibilità di partecipazione della Cina ad un nuovo progetto russo-cinese per la Crimea che prevede, in particolare, la realizzazione di un passaggio per mezzi di trasporto attraverso lo Stretto di Kerch per collegare il Territorio di Krasnodar e la Crimea.

A fine aprile Mosca per la prima volta ha confermato in modo ufficiale l’avvio della cooperazione con i partner cinesi nell’ambito della costruzione di un porto profondo in Crimea. Il 5 Maggio si è saputo che le Parti hanno l’intenzione di firmare un memorandum su un nuovo progetto infrastrutturale nel corso della prossima visita del Presidente russo Vladimir Putin a Pechino. Visita in programma alla fine di maggio. Per la parte russa il documento sarà firmato dal Ministero dei Trasporti e dalla Società statale «Avtodor». Per la parte cinese - dalla Società statale «China Railway Construction Corporation» (CRCC) e dall’azienda privata «China International Fund» (CIF).

La «Avtodor» sta già elaborando il progetto di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di un passaggio dal Territorio di Krasnodar verso la Crimea attraverso lo Stretto di Kerch. È ben vero che un modello tecnico non è stato ancora approvato: può essere un ponte stradale o ferroviario o un tunnel subacqueo. Tuttavia, è noto che i partner cinesi sono pronti sia a finanziare che a costruire questo sito infrastrutturale. La Cina possiede un’enorme esperienza ed immense possibilità in questo senso, - ritiene Vladimir Zakharov. Ma nel caso specifico è un nuovo precedente di impegnativo partenariato con la Russia nel contesto della forte pressione politica da parte dell’Occidente per via degli avvenimenti in Ucraina. Nonché a causa dei tentativi di coinvolgere la Cina in una campagna antirussa,- fa notare l’esperto russo:

La Cina comprende la realtà dell’accaduto in Crimea. Se la Cina sospettasse la Russia di ambizioni di conquista, essa non avrebbe l’intenzione di investire miliardi di dollari in questa regione. In tal modo la Cina de-facto riconosce che la Crimea ha aderito alla Russia di propria volontà e non forzatamente come si afferma negli USA e in Occidente. È un fattore geopolitico molto importante.

Il passaggio per mezzi di trasporto attraverso lo Stretto di Kerch può venire a costare fino a 3 miliardi di dollari. Secondo fonti vicine ai negoziati, i partner cinesi hanno proposto gli investimenti in yuan. Il passaggio agli yuan nei pagamenti con i partner stranieri è già diventato una prassi mondiale per le Società cinesi. Intanto, nel caso in commento è un segno del fatto che la Cina vuole sostenere sul piano finanziario il progetto russo senza il supporto delle valute occidentali - dollaro ed Euro,- ritiene Vladimir Zakharov. Secondo le sue parole, il nuovo progetto della Cina per la Crimea riflette i suoi piani geopolitici in questa regione:

La Cina comprende il valore strategico della regione in argomento. Comprende che i suoi investimenti ripagheranno di molte volte i costi per la realizzazione del progetto. La Cina non mette i soldi per l’attuazione di progetti a rischio, studia in modo molto scrupoloso i progetti di investimento. Nel caso concreto la Cina si sta adoperando per immettersi in un nuovo mercato - quello della Crimea da dove le strade portano verso le regioni dei Mari Nero e Mediterraneo.

L'eventuale partecipazione della Cina alla realizzazione di un passaggio marittimo verso la Crimea è un segno del fatto che Pechino è interessata a trarre il massimo vantaggio dalla nuova situazione geopolitica creatasi in questa regione. A questo va aggiunto che a Pechino si constatano gli ostinati tentativi dell’Occidente di staccare la Cina dalla Russia, avvalendosi della crisi scoppiata intorno all’Ucraina.