1 dicembre 2020
Aggiornato 09:30
Relazioni internazionali

Merkel e Obama, nessun accordo sullo spionaggio

I due Paesi non hanno trovato un accordo sui sistemi di spionaggio che sancisse la «pace», dopo la crisi attraversata per i controlli telefonici effettuati sul cancelliere Angela Merkel, scoperti grazie alle rivelazioni sui programma della Nsa (National Security Agency) di Edward Snowden.

NEW YORK - Gli sforzi compiuti da Stati Uniti e Germania non sono serviti: i due Paesi non hanno trovato un accordo sui sistemi di spionaggio che sancisse la 'pace', dopo la crisi attraversata per i controlli telefonici effettuati sul cancelliere Angela Merkel, scoperti grazie alle rivelazioni sui programma della Nsa (National Security Agency) di Edward Snowden.
Lo hanno riferito funzionari tedeschi al New York Times, spiegando che non ci sarà un'intesa sulla condivisione delle informazioni e nemmeno un accordo per impedire future intercettazioni durante la visita del cancelliere alla Casa Bianca, oggi, dove è in programma un colloquio di quattro ore con il presidente Barack Obama.

Il fallimento dei colloqui ha creato malcontento in entrambe le delegazioni al lavoro, che hanno fornito versioni opposte sulle responsabilità per il mancato accordo, che avrebbe dovuto consentire una soluzione politica alle imbarazzanti rivelazioni dei mesi scorsi. Secondo il Times, l'incapacità di accordarsi solleva anche preoccupazioni, più in generale, sulla compattezza dell'asse Washington-Berlino sulla crisi ucraina e sulla capacità di contrastare la Russia. Secondo un funzionario interpellato dal quotidiano, i contrasti sul modo di rispondere a Mosca «stanno mettendo alla prova le relazioni tra le intelligence come non succedeva dalla fine della guerra fredda».

Poco prima di lasciare Berlino per Washington, Merkel ha parlato al telefono con il presidente russo, Vladimir Putin, chiedendo il rilascio degli osservatori militari - quattro tedeschi, un polacco, un ceco e un danese - in mano ai filorussi da quasi una settimana nella città di Slovyansk, nell'est dell'Ucraina. Il fatto che siano ancora in ostaggio fa credere in Occidente che Putin, nonostante i rapporti con la Germania, non voglia o non sia in grado di intervenire.

Le attività di spionaggio ai danni di Merkel sono ormai, negli Stati Uniti, un argomento passato, mentre in Germania restano una questione da risolvere. Dopo le rivelazioni di Snowden, Obama ha assicurato che gli Stati Uniti non controlleranno più le comunicazioni del cancelliere, ma non si è impegnato a non monitorare quelle di altri funzionari tedeschi. Inoltre, non ha detto nulla sul futuro delle operazioni della Nsa in Germania, nemmeno sulla possibilità che sia smantellata o resti operativa la base di ascolto nell'ambasciata americana a Berlino.

Per diversi mesi, i funzionari tedeschi hanno dichiarato che Merkel non avrebbe potuto visitare Washington fino a una soluzione del caso, fino al ritorno di un rapporto di fiducia tra i due alleati. I colloqui, però, hanno incontrato subito difficoltà insuperabili: la Germania ha chiesto un accordo per impedire agli Stati Uniti di condurre operazioni di spionaggio sul suolo tedesco, una questione che ha provocato grossi attriti tra il consigliere alla sicurezza nazionale di Obama, Susan Rice, e la sua controparte tedesca, Christoph Heusgen. Rice, secondo quanto riportato da funzionari americani, avrebbe detto che gli Stati Uniti non hanno questo tipo di accordo con nessun alleato, nemmeno con i membri del cosiddetto 'Five Eyes' - oltre agli Stati Uniti, del gruppo fanno parte Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda - che condividono tutte le informazioni di intelligence. Secondo Rice, un accordo simile avrebbe creato un precedente che qualsiasi altro alleato europeo o asiatico avrebbe chiesto di replicare.

Secondo la versione statunitense dei fatti, i funzionari tedeschi avrebbero chiesto un accordo per rafforzare la collaborazione e la condivisione delle informazioni di intelligence, fermando poi i colloqui a gennaio di fronte alla mancanza di volontà degli americani di includere nell'accordo il divieto di spionaggio, una «necessità politica» per Merkel. Secondo Berlino, invece, un 'no-spy agreement' era stato proposto lo scorso anno dagli Stati Uniti, che poi si sarebbero tirati indietro.