6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
La battaglia

Tokyo insiste sulla caccia alle balene, la condanna di Greenpeace

Il governo giapponese si prepara a rivedere il suo piano di caccia «scientifica» alla balena nell'Antartico, per tenere conto del verdetto della Corte internazionale di Giustizia, la massima istanza giudiziaria delle Nazioni Unite.

TOKYO - Il governo giapponese si prepara a rivedere il suo piano di caccia «scientifica» alla balena nell'Antartico, per tenere conto del verdetto della Corte internazionale di Giustizia, la massima istanza giudiziaria delle Nazioni Unite.
«Condurremo degli studi in collaborazione con i ministeri implicati per sottoporre un nuovo programma di ricerca quest'autunno alla Commissione internazionale balene», ha spiegato il ministro della Pesca, Yoshimasa Hayashi.

CACCIA COMMERCIALE - Obbligato dalla giustizia internazionale, che lo ha accusato di dissimulare la caccia commerciale con finalità scientifiche, il Giappone ha annunciato a inizio aprile, per la prima volta in 27 anni, di rinunciare alla prossima campagna di caccia alla balena nell'Antartico in programma nel 2014.
Il Giappone ha ridotto da 500 a 320 la quota di balene da uccidere nel Pacifico settentrionale: 100 balenottere minori, 20 balenottere di Bryde e 90 balenottere di Sei, in assoluto le più minacciate, ma anche le più «appetibili» per la caccia commerciale.

LA CONDANNA DI GREENPEACE - Greenpeace ha condannato con fermezza la decisione del governo giapponese di proseguire le attività di caccia baleniera sotto le vesti, ormai smentite anche dalla Corte di Giustizia dell'Aja, di «ricerca scientifica».
Il Giappone ha comunicato che rivedrà il «progetto di ricerca» sulle balene in Antartide e ha modificato le quote per la caccia baleniera scientifica nel Pacifico, che inizierà a giorni, subito dopo la visita in Giappone del Presidente americano Barack Obama.
«Non esiste nessun criterio scientifico per le nuove quote di caccia così come per quelle precedenti - ha dichiarato Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia - ovviamente il Giappone ha scelto ancora una volta di sfidare la comunità internazionale e crediamo che tutti i Paesi, a cominciare dall'Italia, dovrebbero agire con fermezza per fermare questa evidente violazione della decisione della Corte di Giustizia».

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