15 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
La protesta in Ucraina

Il governo ucraino è impossibile senza il Partito delle regioni

Gli oppositori ucraini non accettano la legge sull’amnistia entrata in vigore, la cui condizione principale è la cessazione dei disordini. L’opposizione chiede di rilasciare i radicali arrestati senza alcuna condizione preliminare. Durante la sessione del parlamento gli oppositori intendono porre la questione del ritorno alla costituzione del 2004

KIEV - La nuova legge sull’amnistia, firmata il 31 gennaio dal presidente ucraino Viktor Yanukovich, riguarda tutti i partecipanti ai disordini i quali non hanno commesso gravi crimini. Ma per questo i protestanti devono liberare gli edifici occupati e sbloccare le vie e piazze in 15 giorni. I leader dell’opposizione si sono rifiutati di farlo. Forse, sin dall’inizio non erano intenzionati a condurre le trattative, ritiene Bogdan Bezpalko, vice del direttore del Centro di studi sull’Ucraina e sulla Bielorussia presso l’Università di Stato di Mosca «Lomonosov»:

Questa gente si prefigge di sostituire tutti i rami del potere: legislativo, giudiziario ed esecutivo. Ciò per ottenere elezioni presidenziali anticipate e poi cambiare la politica estera ed interna del paese. Per questo motivo le leggi e le concessioni, anche molto forti, proposte da Yanukovich non vanno bene per l’opposizione che vuole tutto e subito.

È stato inoltre dimesso il premier ucraino Azarov, mentre le cariche di premier e di vicepremier sono state proposte a Yaćeniuk e Klitchko. Arsenij Yaćeniuk ha respinto queste proposte dichiarando che sarà realizzata una riforza del sistema giudiziario e sarà demonopolizzata l’economia. Ma tale sviluppo degli avvenimenti è poco probabile, sostiene Bogdan Bezpalko.

È impossibile formare il governo senza i rappresentanti del più grande partito che costituisce una maggioranza in parlamento. Non è chiaro neanche chi e come discuterebbe la formazione di tale governo.

Per il momento nessuna delle parti può essere considerata vincitrice nella lotta per il potere. Il presidente non abbandona i tentativi di condurre le trattative, ma l’opposizione non solo non accetta le condizioni proposte ma rinuncia univocamente ai negoziati. Ed infatti, si dovrebbe o lavorare insieme, il che provocherebbe un’ondata di proteste dei manifestanti, o dimostrare la propria incapacità negoziale. La pace in Ucraina può essere instaurata mediante la decentralizzazione del potere, dice lo storico Vaerij Solovej, professore dell’Istituto di Stato delle relazioni internazionali di Mosca.

La parte presidenziale può cercare adesso di ottenere la federalizzazione dell’Ucraina. Anche se sarebbe una decisione molto rischiosa, potrebbe rivelarsi vincente. Non si tratta semplicemente di ritornare alla costituzione del 2004, ma di includere anche nella costituzione i capitoli sull’Ucraina come uno stato federativo con la relativa limitazione dei poteri delle autorità nei confronti delle regioni. Sarebbe il compromesso più accettabile e strategicamente vantaggioso.

Per il momento la contrapposizione tra le autorità e l’opposizione non produce risultati visibili. Ed intanto coloro che sono contro i disordini hanno cominciato a formare milizie popolari. Tali reparti di resistenza ai radicali esistono già a Sebastopoli e Harkov.