20 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Repubblica Ceca

Praga, la figlia dell'ambasciatore palestinese morto: «Non è stato un incidente»

«Quello che è certo è che non è stato un incidente», ha affermato Rana al Jamal, che vive nella città palestinese di Ramallah, in un'intervista al quotidiano ceco Dnes. Suo padre, il 56enne Jamal al Jamal, era ambasciatore a Praga da ottobre ed è stato ucciso da un'esplosione che nel giorno di Capodanno

PRAGA - L'esplosione che è costata la vita all'ambasciatore palestinese in Repubblica Ceca questa settimana «non è stata un incidente», malgrado le teorie ufficiali sostengano il contrario. Lo ha denunciato la figlia del diplomatico.
«Quello che è certo è che non è stato un incidente», ha affermato Rana al Jamal, che vive nella città palestinese di Ramallah, in un'intervista al quotidiano ceco Dnes. Suo padre, il 56enne Jamal al Jamal, era ambasciatore a Praga da ottobre ed è stato ucciso da un'esplosione che nel giorno di Capodanno ha investito la missione diplomatica palestinese.
La polizia ceca ha rapidamente scartato la pista dell'omicidio, adducendo invece la teoria che l'esplosione sia stata provato da un dispositivo anti-rapina all'interno di una cassetta di sicurezza che Jamal stava manipolando. Ha inoltre affermato che armi non denunciate sono state trovate all'interno della missione, una violazione dei trattati diplomatici.

Dalle autorità palestinesi sono invece giunti resoconti contraddittori. Il ministro degli Esteri palestinese Riyad al Malki ha definito la morte un «incidente» causato da una vecchia cassaforte con trappole esplosive azionabili da un'apertura in modo non correto. Un portavoce dell'ambasciata palestinese ha invece detto che la cassaforte in questione era nuova, utilizzata spesso ed era priva di sistemi anti-intrusione. La figlia dell'ambasciatore si è detta convinta che gli esplosivi siano stati messi all'interno quando la missione diplomatica ha di recente effettuato un trasloco a Praga. Potrebbe esserci un movente «politico o di altro tipo» dietro la morte dell'ambasciatore, ha detto la figlia, Ma «non lo so e non voglio accusare nessuno».

Quartiere Praga chiede trasferimento ambasciata ANP - Il quartiere di Praga che ospita l'ambasciata dell'Autorità nazionale palestinese vuole che sia trasferita altrove, dopo la morte dell'ambasciatore in una misteriosa esplosione nel giorno di Capodanno. Lo hanno annunciato le autorità locali.
«Abbiamo chiesto al ministero degli Esteri ceco che l'ambasciata sia trasferita fuori dal nostro distretto», ha dichiarato Petr Hejl, consigliere del quartiere di Suchdol a Praga. «Il quartiere si sente tradito dal comportamento dei diplomatici, che tengono armi ed esplosivi in ambasciata, violando le leggi ceche e internazionali», ha aggiunto.
La polizia ha indicato di aver trovato armi non denunciate all'interno della sede diplomatica palestinese, ma non ha voluto diffondere dettagli su tipo o quantità. «Comprendiamo i timori dei residenti di Suchdol», ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri ceco, Johana Gohova. Il ministero «esaminerà la vicenda», ha assicurato. Una nota del ministero ha inoltre annunciato che autorità ceche e palestinesi hanno raggiunto un'intesa per collaborare pienamente nell'inchiesta, in modo che «le relazioni bilaterali tra Repubblica Ceca e Palestina non siano in alcun modo danneggiate».