20 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
La crisi libica

Nuovi scontri a Tripoli, il Premier libico Zeidan invita alla calma

Alle porte di Tripoli una colonna di milizie armate da Misurata. Le violenze sono scoppiate nel pomeriggio di ieri quanto dei membri di una milizia con sede nel quartiere di Gharghour hanno sparato su un gruppo di manifestanti pacifici che erano andati a reclamare la loro partenza dalla capitale

TRIPOLI - Sono scoppiati nuovi scontri questa mattina nella periferia est di Tripoli, all'indomani dei combattimenti tra miliziani e altri gruppi armati costati la vita a una quarantina di persone.

Davanti alla stampa, il premier libico Ali Zeidan ha lanciato un appello «alla calma e alla fine dei combattimenti», spiegando che «i prossimi giorni saranno decisivi per la storia della Libia e il successo della rivoluzione». A suo parere la situazione si complicherà se altri gruppi armati entreranno nella capitale.

In effetti, nel primo pomeriggio di oggi, una colonna di veicoli provenienti da Misurata è stata avvistata alle porte della capitale, dove nel corso di tutta la notte si sono udite esplosioni e colpi d'arma da fuoco.

Le violenze sono scoppiate nel pomeriggio di ieri quanto dei membri di una milizia con sede nel quartiere di Gharghour hanno sparato su un gruppo di manifestanti pacifici che erano andati a reclamare la loro partenza dalla capitale. Nella notte la milizia ha ripreso il controllo del suo quartier generale.

Il governo ha chiesto un cessate il fuoco tra i diversi gruppi di rivoluzionari contro il regime di Mouammar Gheddafi, ma polizia ed esercito non hanno forze sufficienti per farlo rispettare.