23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Stati Uniti

Bradley Manning: «Chiamatemi Chelsea, sono una donna»

Sono state queste le prime parole pronunciate dal soldato Usa Bradley Manning all'indomani della condanna a 35 anni di carcere per aver passato a WikiLeaks documenti classificati americani.

WASHINGTON - «Sono Chelsea Manning, sono una donna»: sono state queste le prime parole pronunciate dal soldato Usa Bradley Manning all'«indomani della condanna a 35 anni di carcere per aver passato a WikiLeaks documenti classificati americani. «A partire da ora, in questa prossima fase della mia vita voglio che tutti sappiano chi sono realmente - ha detto il soldato in una dichiarazione letta dal suo avvocato, David Coombs, durante il programma tv NBC's Today - sono Chelsea Manning, sono una donna».

«Dal momento che mi sento e mi sono sentita così fin dall'infanzia, voglio iniziare una terapia ormonale il prima possibile - ha aggiunto - chiedo anche che a partire da oggi si faccia riferimento a me con il mio nuovo nome e con il pronome femminile».

Manning dovrebbe scontare la pena nel carcere militare di Fort Leavenworth, in Kansas, che al momento, ha spiegato l'avvocato, non garantisce la cura ormonale chiesta dal suo assistito: «Spero che Fort Leavenworth faccia quello che è necessario per per garantirle questa cura, se non lo farà cercherò in ogni modo di assicurarmi che vi siano costretti. Credo che il suo obiettivo sia quello di sentirsi a suo agio nel suo corpo ed essere la persona che non ha mai potuto essere». Coombs ha quindi aggiunto di non sapere se Manning voglia o meno sottoporsi a interventi chirurgici per cambiare sesso.