16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Stati Uniti

WikiLeaks Bradley Manning condannato a 35 anni

Il tribunale militare americano di Fort Meade, in Maryland, ha condannato il soldato per avere trasmesso al sito di Julian Assange 700.000 documenti segreti sulle operazioni militari americane in Iraq e Afghanistan

FORT MEADE - Il tribunale militare americano di Fort Meade, in Maryland, ha condannato il soldato Bradley Manning a 35 anni anni di reclusione per avere trasmesso a WikiLeaks 700mila documenti segreti sulle operazioni militari americane in Iraq e Afghanistan. La sentenza è stata pronunciata dal giudice del tribunale, il colonnello Denise Lind, poco dopo le 10 ora di New York (le 16 in Italia) con un leggero ritardo rispetto a quanto annunciato ieri da Lind.

Oltre al carcere Manning è stato congedato con disonore e ha perso la paga e la diaria da soldato. Due settimana fa il 25enne è stato dichiarato non colpevole dell'accusa di «aiuto al nemico», per la quale aveva rischiato l'ergastolo. Il soldato, detenuto nelle carceri militari dal maggio 2010, ha ottenuto una diminuzione della pena di 3 anni, quelli già scontati, e ulteriori 112 giorni, per i trattamenti subiti nella prigione della base di Quantico, in Virginia.
Amnesty International e il Bradley Manning Support Network hanno presentato una petizione online per chiedere al presidente degli Stati Uniti la grazia per il soldato.

L'accusa aveva chiesto 60 anni di reclusione, il congedo con disonore e il pagamento di una multa da 100mila dollari. La difesa era riuscita a far diminuire la pena massima per i 20 capi d'accusa, tra cui quello di spionaggio, da 136 anni a 90 anni. A nulla invece è servita la carta dell'infermità mentale giocata durante il dibattimento: secondo i legali del soldato già nel 2009, poco prima di trasmettere i dati a WIkiLeaks, Manning aveva dato segni di squilibrio mentale.
Non appena il giudice ha abbandonato l'aula, Manning è stato fatto uscire velocemente dalle guardie. Un sostenitore ha gridato: «Continueremo a combattere per te Bradley» e ancora «Sei un eroe».