20 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Esteri

La Repubblica Ceca andrà a elezioni anticipate

La Camera dei Deputati ha approvato, per la prima volta nella storia di questo paese, la proposta di autoscioglimento. In vista delle prossime consultazioni i sondaggi danno per certa una schiacciante affermazione delle forze di sinistra, sinora all'opposizione

PRAGA - I deputati della Repubblica Ceca hanno approvato l'autoscioglimento della Camera bassa, aprendo la strada alla celebrazione di elezioni anticipate entro i prossimi sessanta giorni, secondo quanto previsto dalla Costituzione. Il voto dovrebbe mettere fine alla crisi politica provocata dalle dimissioni del giugno scorso del governo di centrodestra del premier Petr Necas, e la bocciatura dell'esecutivo tecnico guidato dall'economista Jiri Rusnok.
La mozione è stata approvata da 140 deputati su 200, più della maggioranza qualificata dei tre quinti necessaria, e da quattro dei sei partiti presenti in Parlamento. L'Ods, partito conservatore dell'ex premier Necas, ha abbandonato l'aula prima del voto.

SINISTRA AVANTI NEI SONDAGGI - Stando alle intenzioni già espresse dal presidente Milos Zeman, i cittadini dovrebbero essere chiamati al voto nei giorni del 25 e 26 ottobre. In vista di questa scadenza, i sondaggi danno per certa una schiacciante affermazione delle forze di sinistra sinora all'opposizione. Il partito socialdemocratico Cssd è nettamente favorito con il 30% delle intenzioni di voto, davanti ai comunisti del Kscm (15%) e il Top 09 (12%), partito di destra già parte della coalizione di governo guidata da Necas.
E' questo quindi l'ultimo capitolo della movimentata fase politica che Praga sta attraversando dallo scorso giugno, dopo il mega scandalo per corruzione che ha travolto il governo di centrodestra e soprattutto l'ex premier Petr Necas. Per di più, la Camera due settimane fa ha negato la fiducia al governo tecnico attualmente in carica, presieduto dal premier Jiri Rusnok e largamente ispirato dal capo dello Stato Zeman, unanimemente riconosciuto come l'uomo più forte al momento sulla scena politica ceca.

CRESCE LA DESTRA DEL TOP 09 - Senza esito quindi il tentativo dell'Ods di rinviare di un mese il rompete le righe della Camera. I democratici civici tentavano evidentemente di prendere tempo e di riorganizzasi in vista della campagna elettorale. Secondo gli ultimi sondaggi infatti l'Ods è calata al 6 per cento delle preferenze elettorali, e con ogni probabilità sarà scavalcato a destra dai conservatori del Top 09, una formazione guidata dall'aristocratico ed ex ministro degli Esteri Karel Schwarzenberg.
Quest'ultimo anche oggi si è scagliato contro il presidente Zeman, accusandolo di abusare delle regole costituzionali ceche e di non aver alcun rispetto della volontà del Parlamento. «Nelle prossime elezioni sarà in gioco la difesa della democrazia parlamentare» ha tuonato oggi Schwarzenmberg. Il riferimento è ai giorni successivi alla caduta di Necas, quando i tre partiti della vecchia coalizione - Ods, Top 09 e liberaldemocratici di Lidem - avrebbero avuto una maggioranza di voti sufficiente alla Camera per rilanciare un governo di centrodestra, ipotesi che Zeman ha invece bocciato, optando per un esecutivo di tecnici a lui vicini.