Cristiani attaccati, ma le Forze dell'ordine egiziane non intervengono
E' quanto scrive oggi il Financial Times, riferendo di attacchi a oltre 30 chiese, a scuole, biblioteche, negozi, autovetture e attività commerciali. Sono almeno quattro, ha scritto oggi il quotidiano della City, i cristiani copti rimasti uccisi da mercoledì scorso
IL CAIRO - La repressione lanciata dal governo egiziano contro i sostenitori del deposto Presidente Mohamed Morsi ha scatenato la più grande ondata di violenze contro la comunità cristiana della storia moderna dell'Egitto. E' quanto scrive oggi il Financial Times, riferendo di attacchi a oltre 30 chiese, a scuole, biblioteche, negozi, autovetture e attività commerciali. Sono almeno quattro, ha scritto oggi il quotidiano della City, i cristiani copti rimasti uccisi da mercoledì scorso. La maggior parte degli attacchi sono avvenuti nelle province meridionali del Paese, ma anche alle porte del Cairo e nel nord.
I Fratelli musulmani negano ogni coinvolgimento - Padre Boktor Said ha raccontato al Ft l'attacco lanciato alla sua chiesa a Kafr Hakim, nei pressi della capitale, mercoledì scorso da circa 300 persone: «Hanno sfondato le porte e le finestre, hanno portato via mobili e attrezzature, come altoparlanti, ventilatori e condizionatori, e hanno dato fuoco a quello che non hanno potuto portar via». Said ha quindi denunciato il mancato intervento di polizia ed esercito, così come dei vigili del fuoco, sottolineando che le fiamme sono state domate grazie all'aiuto dei vicini di fede musulmana.
Anche il prete cattolico Ayoub Youssef, della provincia meridionale di Minya, dove sono state 13 le chiese attaccate, ha denunciato il mancato intervento delle forze dell'ordine. A Minya sono state saccheggiate anche 18 abitazioni di cristiani e un uomo è stato ucciso perchè «aveva sparato in aria» per respingere gli aggressori. «Quasi metà della popolazione cristiana è andata via e quelli che sono rimasti si sono riuniti in quattro, cinque famiglie in una sola casa per difendersi», ha detto.
Un portavoce dei Fratelli musulmani, contattato dal Ft, ha negato ogni coinvolgimento nelle aggressioni ai cristiani, accusando i servizi di sicurezza.
Patriarca cattolico: torni la concordia tra i figli della patria - «Quello che sta passando il nostro amato paese in questi giorni è molto triste e doloroso per tutti i cuori che amano l'Egitto. Noi siamo fiduciosi nell'onnipotenza dell'amore di Dio, che possa effondere la pace al nostro amato Egitto e faccia tornare lo spirito di concordia e di riconciliazione di nuovo tra i figli della Patria». E' quanto scrive il patriarca Ibrahim Isaac, Patriarca dei copti cattolici e presidente dell'Assemblea dei patriarchi e dei vescovi cattolici in Egitto, in occasione del «Venerdì della collera» indetto dai Fratelli musulmani, sostenitori dell'ex presidente Morsi. «Quello che sta passando il nostro amato paese in questi giorni è molto triste e doloroso per tutti i cuori che amano l'Egitto», si legge nella nota pervenuta al 'Sir', servizio di informazione religiosa.
Noi siamo fiduciosi nell'onnipotenza dell'amore di Dio che possa effondere la pace al nostro amato Egitto e faccia tornare lo spirito di concordia e di riconciliazione di nuovo tra i figli della Patria». Da parte del patriarca Isaac anche la fiducia nei «figli fedeli di Egitto che sono in grado di superare questo difficile momento. Inoltre indirizzo le mie più sincere condoglianze a ciascuno dei genitori e parenti delle vittime in questi eventi dolorosi. Chiediamo la guarigione dal Signore per tutti i feriti. Il Signore protegga l'Egitto, da ogni male, e la custodisca da ogni danno».
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