15 luglio 2020
Aggiornato 06:30
Giro di vite sul dissenso prima delle elezioni

In Iran arrestati giornalisti, attivisti, sindacalisti e studenti

In vista delle elezioni presidenziali del prossimo 14 giugno, le autorità iraniane hanno intensificato le misure repressive contro il dissenso. E' quanto denuncia oggi Amnesty International

ROMA - In vista delle elezioni presidenziali del prossimo 14 giugno, le autorità iraniane hanno intensificato le misure repressive contro il dissenso. E' quanto denuncia oggi Amnesty International nel documento intitolato 'Iran: si intensifica la repressione del dissenso nell'approssimarsi delle elezioni presidenziali', in cui riferisce di decine di arresti arbitrari e di altre violazioni dei diritti umani nei confronti di giornalisti, attivisti politici, sindacalisti, studenti e persone che si battono per il riconoscimento di maggiori diritti per le minoranze religiose ed etniche dell'Iran.

«L'intensificazione della repressione costituisce un oltraggioso tentativo da parte delle autorità iraniane di mettere a tacere le critiche prima delle elezioni presidenziali - ha affermato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International - l'impennata delle recenti violazioni sottolinea il continuo e sfacciato prendersi gioco dei diritti umani basilari attraverso la persecuzione dei dissidenti politici e tradisce l'evidente assenza di un discorso significativo sui diritti umani nella campagna elettorale».

Dall'inizio di marzo di quest'anno, almeno cinque giornalisti sono stati arrestati in relazione al loro lavoro, nel chiaro tentativo di reprimere la libertà di espressione, sottolinea Amnesy. Altri due giornalisti dell'agenzia di stampa Mukrian, Khosro Kordpour e Masoud Kordpour, che appartengono alla minoranza etnica curda, sono stati arrestati dalle autorità nella regione occidentale del Kurdistan e sono detenuti senza accusa, rispettivamente dal 7 e 9 marzo.