4 agosto 2020
Aggiornato 19:30
Accusato di omicidio premeditato

Pistorius conferma: «Non volevo uccidere Reeva»

Dichiarazione giurata letta dall'avvocato Barry Roux davanti ai giudici del tribunale di Pretoria, in un'udienza dedicata alla richiesta di scarcerazione su cauzione dell'atleta sudafricano: «Nego queste accuse nei termini più netti»

PRETORIA - Accusato di omicidio premeditato, Oscar Pistorius ha negato in una dichiarazione giurata letta oggi in aula dal suo avvocato, di aver mai avuto l'intenzione di uccidere la fidanzata Reeva Steenkamp: «Non avevo l'intenzione di uccidere la mia fidanzata Reeva Steenkamp», ha letto l'avvocato Barry Roux davanti ai giudici del tribunale di Pretoria, in un'udienza dedicata alla richiesta di scarcerazione su cauzione dell'atleta sudafricano: «Nego queste accuse nei termini più netti».

LA VERSIONE DELL'ATLETA - «Reeva aveva telefonato e proposto una cenetta tranquilla», si ricostruisce nella deposizione di Pistorius. «Alle 22 della sera del 13 eravamo nella nostra camera, lei faceva yoga e io ero sul letto guardando la televisione. Eravamo molto innamorati. Non potevamo essere più felici». «Lei mi aveva fatto un regalo, ma mi aveva detto che non avrei dovuto aprirlo fino all'indomani», giorno di San Valentino, ha proseguito l'avvocato leggendo la deposizione del suo assistito, che nel frattempo è nuovamente scoppiato in lacrime.
Dopo una breve sospensione, l'udienza è ripresa con la lettura da parte del legale: «Sono già stato vittima di violenza in passato. Per questa ragione tengo una pistola calibro 9 sotto al mio letto. Non ci sono inferriate alla finestra del bagno. Qualcuno è entrato nella mia casa». «Era notte fonda - prosegue il racconto - ho avuto una paura terribile credendo che qualcuno fosse entrato in bagno. Siccome non avevo le mie protesi, mi sono sentito terribilmente vulnerabile (...) Ho sparato contro la porta del bagno e ho gridato», ha proseguito l'avvocato.