5 giugno 2020
Aggiornato 14:00
Terrorismo | Nordafrica nel caos

Algeria, Mokhtar Belmokhtar rivendica attacco e chiede stop in Mali

La crisi, iniziata mercoledì, si è risolta sabato con un blitz finale delle forze speciali algerine. Incerto ancora il bilancio delle vittime. Finora sono stati ritrovati i corpi di 25 ostaggi. Sarebbero stati uccisi inoltre anche 32 terroristi

ALGERI - Il leader islamista algerino Mokhtar Belmokhtar, che ha un occhio solo ed è soprannominato «Mr. Marlboro» per il suo impero fondato sul contrabbando di sigarette, ha rivendicato la responsabilità per la crisi degli ostaggi nell'impianto energetico di In Amenas.

«Noi di al Qaida siamo responsabili di questa operazione che benediciamo», afferma in un nuovo video ottenuto dall'agenzia mauritana Sahara Media, presentandosi per la prima volta come membro di al Qaida.

In questo messaggio video registrato, che porta la data del 17 gennaio 2013, Belmokhtar si dice anche disposto a negoziare con l'Algeria e i Paesi occidentali a condizione che cessi l'operazione militare in corso in Mali. Inoltre, precisa che l'attacco all'impianto di In Amenas è stato condotto da quaranta jihadisti provenienti da vari paesi musulmani e anche da paesi occidentali, a nome dei «Firmatari con il sangue» (gruppo da lui creato).

Belmokhtar spiega che l'attacco è stato condotto per rappresaglia contro l'Algeria, che «ha permesso al colonizzatore di ieri (la Francia, ndr.) di utilizzare il suo suolo e il suo spazio aereo per uccidere i nostri in Mali».

La crisi, iniziata mercoledì, si è risolta sabato con un blitz finale delle forze speciali algerine. Incerto ancora il bilancio delle vittime. Finora sono stati ritrovati i corpi di 25 ostaggi. Sarebbero stati uccisi inoltre anche 32 terroristi.

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