16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Elezioni regionali catalane

Catalogna, crescono gli indipendentisti

Gli elettori hanno confermato come prima forza politica Convergencia i Uniò (CiU) con 50 seggi: i nazionalisti moderati del «Governatore» catalano Artur Mas hanno però subito un forte calo rispetto alla legislatura precedente, quando ne avevano 62, e restano lontani dalla maggioranza assoluta di 68

BARCELLONA - I dati finali delle elezioni regionali in Catalogna, tenutesi quest'anno in un clima surriscaldato dal dibattito su una possibile secessione dalla Spagna, hanno confermato come prima forza politica Convergencia i Uniò (CiU) con 50 seggi: i nazionalisti moderati del 'governatore' catalano Artur Mas hanno però subito un forte calo rispetto alla legislatura precedente, quando ne avevano 62, e restano lontani dalla maggioranza assoluta di 68.

Al secondo posto, in una consultazione che ha fatto registrare la partecipazione record del 70% degli elettori, il partito della sinistra indipendentista Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), cresciuto di 11 seggi, a quota 21 deputati.

Il leader di CiU, commentando i risultati ha ammesso il ridimensionamento del suo partito ma ha sottolineato come resti chiaramente maggioritario e come «non ci siano alternative per guidare il governo». Mas ha però chiesto uno sforzo di responsabilità alle altre formazioni politiche catalane, dicendo che CiU da sola non potrà assicurare la «governabilità» della regione. Il governatore ha detto di voler «andare avanti» con il progetto di consultazione popolare sul futuro della Catalogna rispetto alla Spagna, perché nel nuovo parlamento regionale c'è una «chiara maggioranza in questo senso»; ma ha anche detto che se la Catalogna vuole diventare «uno stato proprio» separato dalla Spagna, sarà necessario «rafforzare la maggioranza».

Mas - il cui partito tradizionalmente è stato sempre autonomista ma non indipendentista - aveva convocato le elezioni anticipate dopo l'oceanica manifestazione dello scorso 11 settembre, quando un milione e mezzo di persone aveva sfilato per le strade di Barcellona chiedendo l'indipendenza dalla Spagna. Il governatore aveva promesso un referendum sulla separazione dalla Spagna, sperando di ottenere la maggioranza assoluta, ma i risultati sono stati ben diversi.

E' sceso al terzo posto invece il Partito socialista catalano, federalista e favorevole a un referendum ma contrario all'indipendenza, con 20 seggi (-8 rispetto al 2010). Quarto il Partido Popular, espressione della destra spagnola postfranchista e fortemente contrario all'indipendenza, che è al governo in Spagna ma in Catalogna si ferma a 19 seggi, guadagnandone uno. Al quinto posto, è arrivata la sinistra ecologista di Iniciativa-Verds, favorevole all'indipendenza e che cresce di 3 seggi arrivando a 13. Agli ultimi due posti sono arrivati Ciutadans, partito di centro-sinistra anti-indipendentista (che ottiene 9 seggi), e infine la sinistra comunista e indipendentista dei Cup (Candidatura de Unitat Popular), che entra nel parlamento di Barcellona con tre seggi.