7 luglio 2020
Aggiornato 11:00
Elezioni | Presidenziali USA 2012

Se votassero solo le donne, la vittoria di Obama sarebbe schiacciante

Il presidente, che nel 2008 aveva conquistato tra le preferenze femminili un margine di 13 punti percentuali su John McCain, potrebbe ripetersi o addirittura superarsi. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi. Anche su Facebook e Twitter Obama non ha rivali

NEW YORK - Se votassero solo le donne, la vittoria di Barack Obama sarebbe schiacciante. Il presidente, che nel 2008 aveva conquistato tra le preferenze femminili un margine di 13 punti percentuali su John McCain, potrebbe ripetersi o addirittura superarsi. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi (tra cui Washington Times/Zogby, Fox News, Politico, Gallup, IBD/TIPP) che, con l'eccezione dello studio del Pew Research Center, descrivono un netto vantaggio del candidato democratico tra le elettrici che andranno a votare.

La media tra i nove sondaggi considerati vede al momento Obama in vantaggio di nove punti percentuali, lo stesso margine che Romney conserva nell'elettorato maschile.

Negli ultimi vent'anni, il voto delle elettrici americane è sempre stato democratico, tanto che persino lo sconfitto Al Gore nel 2000 era riuscito a prevalere su George W. Bush con un +11%. Il colore del voto femminile deriva, scrive Nate Silver sul suo blog per il New York Times, dalla crescente importanza data al tema della libera scelta delle donne in tema di aborto e contraccezione, in linea con il partito democratico. Anche su altri punti cari ai liberal, come i matrimoni tra omosessuali e il controllo delle armi, le donne sono piuttosto compatte.

Se si guarda dal 1972 in poi, quando era stato Richard Nixon a raggiungere un vantaggio del 14% su George McGovern, emerge inoltre che le donne sono molto più inclini degli uomini a spostarsi sulle posizioni del presidente in carica che insegue la rielezione. Nel 1984 Reagan ha conquistato il 10% in più delle preferenze femminili rispetto al 1980, Clinton l'8% in più rispetto alla sua vittoria del 1992. Il cosiddetto «gender gap» potrebbe attestarsi a novembre su livelli mai raggiunti in passato.

Secondo i calcoli pubblicati sulla pagina FiveThirtyEight che si basano sulla ripartizione per generi nei collegi elettorali, infatti, se Obama avesse su base nazionale lo stesso vantaggio percentuale che ha tra le donne, conquisterebbe almeno 347 'grandi elettori'. Così come Romney, se avesse un 9% di vantaggio complessivo, arriverebbe a quota 321. Ma questi sono solo numeri ipotetici: l'unico a contare è il 270 necessario per vincere le elzioni.

Su Facebook e Twitter Obama non ha rivali - Sui social media Barack Obama continua ad avere un vantaggio considerevole su Romney. Su Facebook sono oltre 31,1 milioni i simpatizzanti di Obama, 10,2 milioni quelli del repubblicano. Su Twitter i numeri sono ancora più netti: 21 milioni i seguaci del presidente, un milione e mezzo quelli di Romney.

Più complessa la questione sul numero di menzioni ricevute. Romney ne ha avute trecentomila in più di Obama su facebook, ma è difficile stimare quante di queste esprimano messaggi di apprezzamento o di critica ai due candidati.

Merita un discorso a parte quello sulla cosiddetta «guerra degli hashtag», le parole chiave precedute dal tasto cancelletto con cui si creano i trend di dibattito su twitter. Il team di Obama dimostra molta esperienza nel creare «hashtag» di successo: il più recente è #Romnesia, termine coniato dal presidente nel discorso del 19 ottobre alla George Mason University per descrivere le posizioni contraddittorie dello sfidante, e usato da centinaia di migliaia di utenti per ironizzare su Romney. Dopo il duello televisivo del 16 ottobre, era stato un altro «hashtag» a tenere banco, sulla gaffe dei «raccoglitori pieni donne» (#BindersFullOfWomen) con migliaia di condivisioni.

Web fondamentale per il presidente: da lì il 34% delle donazioni - Nella campagna del 2008, con la strategia messa in atto da uno dei guru dei nuovi media, l'attuale consigliere per l'innovazione del dipartimento di Stato, Alec Ross, per primo Obama aveva concentrato l'attenzione sui social network . Forte di un appeal tra i giovani più evidente di quello di McCain, il candidato democratico aveva puntato molto sulla rete per diffondere il proprio programma politico e per cercare consensi.

Tuttora, i messaggi su twitter dal profilo ufficiale del candidato sono molto più frequenti e numerosi di quelli di Romney. Il rapporto è di un «tweet» del repubblicano ogni sette «tweet» di Obama. Durante il secondo dibattito presidenziale, l'account @BarackObama ha pubblicato trentasette messaggi di commento condivisi 117mila volte, da @MittRomney ne sono arrivati solo due, condivisi da 6.800 utenti.

La presenza sulla rete incide anche sulla raccolta fondi. Come sottolinea il Campaign Finance Institute di Washington, specializzato nell'analisi delle donazioni politiche, il 34% delle donazioni individuali ottenute da Barack Obama sono arrivate dal web. Secondo uno studio pubblicato dal Pew Research Center, il 36% degli utenti intervistati ritiene «importante» o «molto importante» l'uso dei social network per tenersi informati sull'attualità. Il 60% degli americani adulti dichiara di farne uso, il 39% ammette di aver preso parte a un'attività di stampo politico promossa via twitter o via Facebook.