25 luglio 2021
Aggiornato 14:00
Lo scrive Libero, in un articolo pubblicato oggi

Siria, forza di pace ONU a guida italiana?

L'Italia potrebbe aspirare al comando di una missione dei caschi blu in Siria, che le Nazioni Unite sembrano intenzionate a schierare per dividere i contendenti e controllare il rispetto di un'eventuale tregua. Unhcr: UE sostenga principio comune d'asilo. ONG: Diritti dei bambini vengono calpestati ogni giorno

ROMA - L'Italia potrebbe aspirare al comando di una missione dei caschi blu in Siria, che le Nazioni Unite sembrano intenzionate a schierare per dividere i contendenti e controllare il rispetto di un'eventuale tregua. Lo scrive 'Libero', in un articolo pubblicato oggi.
Una leadership - osserva il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro - che l'Italia potrebbe rivendicare in virtù «della stima conquistata dai nostri militari nel Libano meridionale (attualmente 1.100 soldati), dove il generale Paolo Serra è alla guida di Unifil ( Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano)».
Per ora, prosegue Libero, le possibilità che si determinino le condizioni di una tregua appaiano molto scarse. Ma secondo quanto riportato domenica dal britannico 'Telegraph', Lakhdar Brahimi - che ha ereditato da Kofi Annan l'incarico di inviato speciale dell'Onu e della Lega araba in Siria - sta sondando la disponibilità di alcuni Paesi a inviare propri contingenti di caschi blu. Le indiscrezioni parlano di almeno 3mila uomini.
Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia - così come molti Paesi arabi e stati confinanti con la Siria - sono stati scartati perchè troppo coinvolti nella guerra civile o considerati non imparziali per il recente impegno bellico in Iraq. Brahimi si sarebbe rivolto a Paesi europei già presenti con propri contingenti nella missione Onu in Libano: Italia, Francia, Spagna e Irlanda. E la Farnesina, osserva Libero, sembra credere al piano Brahimi.

Unhcr: UE sostenga principio comune d'asilo - Il numero di richiedenti asilo siriani che arriva nei paesi dell'Unione Europea è ancora limitato ma in crescita e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ribadisce agli stati membri dell'Unione Europea (UE) l'importanza di attenersi ai principi del Sistema Comune d'Asilo. Tra questi, garantire l'accesso al territorio, l'accesso alle procedure d'asilo, approcci armonizzati alla valutazione delle domande d'asilo e il sostegno reciproco tra gli stati membri. Per l'UE si tratta di un'opportunità per mettere in pratica il suo impegno alla solidarietà.
In base ai dati forniti da Eurostat, tra i mesi di gennaio 2011 e agosto 2012, nei paesi dell'UE - insieme a Norvegia e Svizzera - sono state ricevute 16.474 domande d'asilo inoltrate da cittadini siriani. All'interno dell'Europa le cifre variano da paese a paese: la Germania ha ricevuto 5.515 domande, la Svezia 2.506, la Svizzera 1.405, l'Austria 972, il Regno Unito 912, la Danimarca 908 e il Belgio 796. I numeri relativi agli altri paesi membri sono notevolmente inferiori.

ONG: Diritti dei bambini vengono calpestati ogni giorno - Gli scontri che durano da più di 1 anno e otto mesi hanno messo in ginocchio un'intera popolazione e coinvolto tragicamente bambini e civili innocenti. Secondo le Nazioni Unite, sono circa 1,5 milioni le persone sfollate in Siria e si prevede che il numero degli sfollati in Turchia, Giordania e Libano raggiungeranno i 700.000 entro la fine di quest'anno.
Sos Villaggi dei Bambini interviene per offrire un sostegno vitale alle famiglie sfollate e per proteggere i bambini accolti nelle famiglie all'interno dei 2 Villaggi Sos presenti nel paese. Strutture che sono state evacuate in due occasioni a causa dell'avvicinarsi dei bombardamenti.
Attiva in 133 Paesi, dove da più di 60 anni accoglie e sostiene bambini che hanno subito traumi capaci di segnare tutta la loro vita, Sos Villaggi dei Bambini è profondamente preoccupata per la sicurezza e il benessere di centinaia di migliaia di bambini in Siria, esposti quotidianamente a una violenza estrema, che arriva a tollerare la loro morte come «danno collaterale» del conflitto.
Per questo motivo, Sos Villaggi dei Bambini chiede al governo siriano, all'opposizione, a tutte le organizzazioni umanitarie sul campo e alla comunità internazionale che compiano ogni sforzo possibile per garantire che i bambini vengano protetti fisicamente, emotivamente e mentalmente con particolare attenzione per i piccoli non accompagnati e gli orfani.