7 luglio 2020
Aggiornato 10:00
I commenti sull'elettorato del rivale democratico

Romney: Chi vota Obama sopravvive grazie al Governo

Secondo il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, il 47% degli americani, quelli che sostengono il presidente Barack Obama e che voteranno per il presidente in carica alle prossime presidenziali di novembre, sono «persone che non pagano le tasse» e che «non voteranno mai per lui»

NEW YORK - Secondo il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, il 47% degli americani, quelli che sostengono il presidente Barack Obama e che voteranno per il presidente in carica alle prossime presidenziali di novembre, sono «persone che non pagano le tasse» e che «non voteranno mai per lui». Questi commenti sull'elettorato del rivale democratico nella corsa alla presidenza, sono stati fatti da Romney durante una cena privata con i suoi sostenitori, come emerso da un video segreto ottenuto e diffuso dal magazine liberal Mother Jones.

Romney nel video afferma che gli elettori di Obama «dipendono dal governo», per questo, aggiunge, «non riuscirò mai a convincerli che devono assumersi le proprie responsabilità e badare da soli alla propria vita». In una breve conferenza stampa tenuta ieri sera, riferisce la BBC, Romney ha detto che i suoi commenti non sono stati forse espressi in modo elegante, ma non li ha comunque smentiti. «E' lo stesso messaggio che dò alla gente in pubblico».

Per Chris Cillizza del Washington Post, il video è «l'ultimo colpo a una campagna che continua a darsi la zappa sui piedi». Se ne parlerà, conclude Cillizza, almeno per due giorni e Romney indietro nei sondaggi a a sette settimane dall'elezione non può permettersi di perdere tempo. «Dire che la corsa è finita sarebbe un errore ma Romney è nel suo momento più buio».

PiPiù duro è James Rainey sul Los Angeles Times che conia la parola «Victimgate»: «non è facile definire le chiavi di volta di una campagna presidenziale ma definire quasi metà dell'elettorato come vittimisti dipendenti dallo stato non può essere una buona idea per un ricco repubblicano che sta disperatamente cercando di dimostrare che capisce l'uomo della strada». Le parole di Romney stigmatizzano una fetta amplissima della popolazione, dice Rainey, per esempio i milioni che si abbassano a ricevere gli assegni di disoccupazione.

E David Brooks sul New York Times osserva che oggi circa il 49% degli americani riceve una qualche forma di assistenza da parte dello Stato; si potrebbe anche dire che è troppo, secondo Brooks. Ma non si può come ha fatto Romney spaccare il paese fra «chi fa» e «i fannulloni». Significa che il candidato repubblicano non sa molto del paese che abita (rientrano fra i fannullani i veterani di guerra che ricevono una pensione, i pensionati del Medicare o gli studenti che ottengono un prestito universitario?). Peggio: significano che Romney secondo Brooks non sa molto della cultura dell'America, paese che resta, dice il commentatore con orgoglio, fra quelli dove si lavora più duro: tanto che il 92% della popolazione pensa che lavorare sodo sia la chiave del successo.

Conclusione per il commentatore del quotidiano newyorchese: m> «Personalmente credo che Romney sia una persona perbene che dice cose stupide perché finge di essere una macchietta dell'anti welfare state. Ma non importa: sta conducendo una campagna elettorale di deprimente incompetenza».