16 settembre 2019
Aggiornato 02:00
L'ex presidente parlerà domani sera alla Convention democratica

Dietro Obama il peso massimo Bill Clinton

E' stato Obama a fine luglio a contattare Bill Clinton chiedendogli di parlare alla Convention. Terry McAuliffe, notabile del partito e amico dei Clinton, ha detto al NYTimes di aver passato qualche giorno con loro al mare a East Hampton, lussuosa località nel New York; a quanto pare l'ex presidente non ha parlato altro che del discorso che dovrà tenere, lavorando su libri e citazioni

CHARLOTTE - Quattro anni fa, alla convention democratica di Denver che incoronò Barak Obama, Bill Clinton si presentò al paese con il compito di sostenerlo e dichiarare la propria simpatia per l'uomo che aveva estromesso sua moglie Hillary dalla corsa alla presidenza. Per due anni in verità, scrive oggi il New York Times, i due politici quasi non si sono parlati nonostante Obama avesse scelto la signora Clinton - come premio di consolazione - per il posto di segretario di Stato. Ma domani sera alla convention democratica, Bill Clinton tornerà sul podio a mettere tutto il peso del suo carisma dietro alla candidatura Obama. E soprattutto, con la sua abilità di grande mattatore e grande oratore, dovrà definire la scelta agli occhi degli elettori, celebrare quel che il presidente in carica è riuscito a fare, spiegare ai moderati indecisi perchè le politiche economiche della Casa Bianca potranno fruttare al paese meglio di quelle repubblicane.

E' stato Obama a fine luglio a contattare Bill Clinton chiedendogli di parlare alla Convention. Terry McAuliffe, notabile del partito e amico dei Clinton, ha detto al NYTimes di aver passato qualche giorno con loro al mare a East Hampton, lussuosa località nel New York; a quanto pare l'ex presidente non ha parlato altro che del discorso che dovrà tenere, lavorando su libri e citazioni. In larga parte sarà scritto di suo pugno. E Clinton è sceso in campo per Obama anche in altri modi: da settimane circolano negli Stati chiave dell'Unione i suoi spot televisivi, che giocano su alcuni dei temi che dovrebbe toccare anche alla convention.(segue)

Il primo segno che Clinton fosse pronto a scendere in campo arrivò, scrive il quotidiano di New York, poco dopo le elezioni di medio termine del 2010 che hanno visto i Democratici perdere il controllo della Camera dei rappresentanti. Clinton andò a trovare Obama alla Casa Bianca l'11 dicembre, scendendo poi con lui in sala stampa e trattenendosi a lungo a dibattere con i giornalisti dell'agenda economica presidenziale. Un altro incontro i due lo tennero nel settembre 2011 sul campo dal golf della Andrews Air Force Base. Due settimane più tardi, in un incontro con i funzionari democratici che avevano sostenuto le sue campagne presidenziali, nella sua roccaforte di Little Rock, in Arkansas, Clinton ha impiegato molto tempo a spiegare a vari notabili del partito perchè esattamente Obama e i suoi erano in difficoltà. «Ripeteva» ricorda un ex assistente «che bisogna condensare tutta la campagna in una frase che può stare su un biglietto che l'elettore si mette in tasca».

Lo stesso Terry McAuliffe ha organizzato il terzo tete-à-tete: i due si sono presentati assieme nella casa di campagna di McAuliffe in Virginia settentrionale, lo scorso 29 aprile, per un evento che ha raccolto circa 3 milioni di dollari. «Vi dirò un paio di cose che spiegano perché siamo qui» disse Clinton quella sera. «Quando sei presidente, devi spiegare dove sta il paese, dove pensi che dovrebbe andare, devi avere una strategia e devi metterla in pratica. In base a questi parametri, Barack Obama si merita di essere rieletto». Il messaggio domani sera potrebbe non essere molto diverso. Clinton avrà a disposizione, pare, venti minuti applausi inclusi nel protocollo della kermesse.