20 novembre 2019
Aggiornato 20:00
USA 2012 | Convention Repubblicana

«Mio fratello Mitt non vieterà mai l'aborto»

Lo ha assicurato sua sorella Jane: Considero la vita sacra, ma ogni donna deve poter scegliere. Rolling Stone: Romney bugiardo, Bain salvata dallo Stato. La stampa cinese contro il candidato repubblicano: Mentalità da Guerra Fredda

NEW YORK - Mitt Romney non ha intenzione di vietare l'aborto. Lo ha assicurato sua sorella Jane, a un evento del National Journal. «Non toccherà nulla, non è su questo che si concentrerà. Non accadrà mai».
L'allarme lanciato dai democratici sul rispetto del diritto all'aborto è semplicemente una tattica usata per spaventare le donne, secondo Jane. «E' quello di cui hanno paura le donne, ma è solo un trucco» ha detto. «Personalmente, credo che l'aborto non dovrebbe essere usato come un pallone nell'arena politica» ha aggiunto la sorella del candidato repubblicano alla Casa Bianca.
Jane Romney ha detto di considerare «la vita sacra», ma che «ogni donna deve essere lasciata libera di fare la sua scelta». La polemica sull'aborto è stata scatenata da Todd Akin, candidato repubblicano al Senato fortemente antiabortista, che ha dichiarato che raramente lo stupro «vero e proprio» conduce a una gravidanza, per giustificare l'opinione secondo cui l'aborto dovrebbe essere sempre vietato.

Rolling Stone: Romney bugiardo, Bain salvata dallo Stato - La società di consulenza Bain & company, guidata per due anni da Mitt Romney, fu salvata dallo Stato federale, tanto vituperato dal candidato repubblicano, con un piano di aiuti da almeno 10 milioni di dollari.
L'ex governatore del Massachusetts si è vantato in passato di «avere salvato Bain & company», società madre del fondo di private equity da lui fondato Bain Capital, con «un colpo miracoloso che ha fatto risparmiare 30 milioni di dollari ai correntisti delle banche del Paese».
Documenti ottenuti dal magazine Rolling Stone smentiscono però la tesi del candidato repubblicano. «Il tentativo di risanamento di Bain & Company è stato in realtà un disastro», afferma il giornalista Tim Dikinson, «che ha lasciato l'azienda talmente in crisi da non avere più alcun valore».
A salvare la società di consulenza fu invece la Federal Deposit Insurance Corporation, il sistema di assicurazioni alle banche sostenuto dai contribuenti, intervenuto con un salvataggio da almeno 10 milioni di dollari.

La stampa cinese contro Romney: Mentalità da Guerra Fredda - Alla Cina non piace Mitt Romney. Secondo il quotidiano in lingua inglese China Daily, controllato da Pechino - riporta il sito del magazine Foreign Policy - la vittoria del candidato repubblicano potrebbe avvelenare i rapporti tra i due Paesi.
«La politica di Romney nei confronti della Cina, come delineato sul sito della sua campagna elettorale, è la manifestazione superata di una mentalità da Guerra Fredda» commenta il China Daily. «Sostiene la teoria della minaccia cinese e si concentra sul modo per contenere l'ascesa della Cina nell'area Asia-Pacifico attraverso il rafforzamento della presenza militare statunitense nella zona». Sul quotidiano poi si legge che Romney ha «provocato» la Cina, promettendo di fornire sostegno militare a Taiwan contro Pechino, con cui ha un atteggiamento «aggressivo».

Christie loda se stesso - Chris Christie è stato l'ultimo, ieri sera, a salire sul palco del Tampa Bay Times Forum, per lanciare la candidatura di Mitt Romney alla Casa Bianca. Ma il suo show, largamente applaudito dalla platea, ha in realtà riservato solo un ruolo da comparsa all'ex governatore del Massachusetts.
Tra battute e ricordi, ha presentato i risultati ottenuti come governatore del New Jersey, che potranno essere da esempio a livello nazionale per la nuova amministrazione. La moglie del candidato presidente, Ann, aveva parlato di amore solo pochi minuti prima, ma lui, ha detto, preferisce il rispetto, seguendo il consiglio della madre siciliana. E alla fine, dopo 16 minuti - fa notare il New York Daily News - ha finalmente citato Mitt Romney. Un 'keynote address' (il discorso più importante della convention, escluso quello di accettazione della nomination) in cui Christie ha soprattutto pensato a lanciare la sua candidatura per il 2016.