29 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Tampa | La convention repubblicana

Mitt Romney è ufficialmente il candidato repubblicano

Ci ha messo sei anni, ma alla fine ce l'ha fatta: Mitt Romney ha ufficialmente ottenuto la nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca. Ieri sera, alle 17:40 americane (le 23:40 in Italia), il Tampa Bay Times Forum, il palazzetto dove è in corso la convention repubblicana, è esploso in applausi e urla

TAMPA - Ci ha messo sei anni, ma alla fine ce l'ha fatta: Mitt Romney ha ufficialmente ottenuto la nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca. Ieri sera, alle 17:40 americane (le 23:40 in Italia), il Tampa Bay Times Forum, il palazzetto dove è in corso la convention repubblicana, è esploso in applausi e urla: l'ex governatore del Massachusetts, grazie ai 50 voti del New Jersey, è arrivato a 1.144 delegati, quelli che servivano per la «consacrazione».

«Mitt! Mitt! Mitt!» hanno urlato i presenti, mentre in sottofondo partiva «Shout», la hit portata al successo dagli Isley Brothers nel 1959. Giovedì Romney accetterà la nomination, poi dovrà vedersela con Barack Obama e cercare di prendersi la rivincita per la sconfitta di quattro anni fa (si era candidato, ma la nomination era andata al senatore John McCain).
Al termine della «roll call», la procedura con cui i rappresentanti degli Stati assegnano uno alla volta i propri delegati al candidato alla presidenza prescelto (salvo improbabili sorprese, i voti vanno sempre a chi ha vinto le primarie nello Stato), la maggioranza dell'ex governatore del Massachusetts era schiacciante: 2.061 voti, contro i 193 di Ron Paul, lontanissimo secondo (9 voti sono andati a Rick Santorum, uno a testa a Michele Bachmann, Jon Huntsman e Christina Roemer; 20 gli astenuti e i voti non assegnati).

Al di là dei numeri, appunto scontati, fanno notizia i voti che Ron Paul è riuscito a ottenere. Voti di protesta, che dimostrano le divisioni interne al partito repubblicano. I fan del deputato del Texas hanno rumorosamente sostenuto il loro candidato, accogliendo con urla entusiastiche l'appoggio di Iowa, Nevada e Minnesota. «Let him speak», fatelo parlare, ha urlato qualcuno, facendo riferimento al fatto che Paul non è stato incluso nella lista degli speaker.

Approvata la piattaforma repubblicana, vira a destra - La parola aborto non è comparsa nella piattaforma politica del partito repubblicano fino al 1976, la richiesta di un abbassamento delle tasse fino agli anni Ottanta, mentre questioni collegate alle fede sono state praticamente inesistenti fino agli anni Novanta. La Republican Party Platform (il documento quadriennale che definisce la linea politica del partito e che viene approvata durante la convention) di quest'anno vira con decisione a destra, soprattutto sulle questioni fiscali, per includere le posizioni del Tea Party, l'anima ultraconservatrice del partito.