9 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Romney in vantaggio di un punto

Il candidato repubblicano al 47%, contro il 46% per Obama. Il sondaggio ha messo in evidenza, ancora una volta, l'importanza dei temi economici in vista del voto del 6 novembre. Romney: Non voglio piacere, ma risolvere problemi. Ron Paul e gli altri esclusi: Non restiamo in silenzio

NEW YORK - Mitt Romney è in vantaggio su Barack Obama, secondo l'ultimo sondaggio di Washington Post-Abc News. Il candidato repubblicano godrebbe del 47% delle preferenze tra gli elettori registrati, contro il 46% per il presidente in carica.
Il sondaggio ha messo in evidenza, ancora una volta, l'importanza dei temi economici in vista del voto del 6 novembre: per il 72% degli intervistati, la capacità di affrontare l'economia sarà «un fattore determinante» nella scelta del prossimo presidente. Come emerso dai precedenti sondaggi, gli americani (più di 8 elettori su 10) sono molto delusi dall'andamento dell'economia e credono (quasi 7 su 10) che il Paese sia seriamente fuori rotta.
Poca l'importanza rivestita da altre tematiche, compresi il piano di ristrutturazione di Medicare voluto dal candidato alla vicepresidenza repubblicana, Paul Ryan, l'aborto e le dichiarazioni dei redditi di Romney: le tasse pagate dall'ex governatore del Massachusetts interessano soltanto al 20% degli intervistati, nonostante sia un tema predominante nella campagna elettorale di Obama.
Resta, secondo il sondaggio, il «gender gap»: le donne preferiscono Obama (49% contro 43%), gli uomini Romney (51% contro 42%); tra i bianchi, il candidato repubblicano ha un vantaggio di 18 punti percentuali, tra gli altri, invece, Obama gode di oltre il triplo delle preferenze.

Romney: Non voglio piacere, ma risolvere problemi - «I am who I am», sono quel che sono. Mitt Romney cita tre volte Popeye, Braccio di Ferro, nell'intervista rilasciata a Politico, a tre giorni dall'accettazione ufficiale della nomination repubblicana per le elezioni presidenziali del 6 novembre. Non è un 'nice guy' come Barack Obama, ne è consapevole: «Non penso di piacere a tutti, ma la gente sta cercando qualcuno che possa far crescere di nuovo questo Paese».

Tabellone conteggia debito pubblico alla convention rep - Il presidente del Republican National Committee, Reince Priebus, ha presentato alla convention repubblicana di Tampa un maxi tabellone luminoso che conteggia il debito pubblico del Paese. Lo ha fatto dando il via ufficiale al meeting repubblicano, anche se il grosso dei lavori inizierà domani.
Il tabellone, che misura un debito da quasi 16.000 miliardi di dollari, è stato montato all'interno del Tampa Bay Times forum, dove si tiene la convention, e servirà a mettere in evidenza quanto aumenterà il debito sovrano nei prossimi giorni.
«Questo tabellone ricorda a ogni americano perché ci siamo riuniti qui», ha detto Priebus, «Romney e Ryan sono consapevoli che far pesare un debito così massiccio sui nostri figli è un peso per il loro futuro e per questo adotteranno tagli alla spesa pubblica».

Ron Paul e gli altri esclusi: Non restiamo in silenzio - Un suo intervento alla convention repubblicana non è previsto, ma Ron Paul ha voluto far sentire la sua voce a Tampa, in Florida. Davanti a 10.000 sostenitori, il candidato libertario - che non si è ritirato dalle primarie - ha ripetuto ieri che la rivoluzione di Ron Paul - come l'hanno definita i giornali - non è finita.
Paul, 77 anni, ha parlato per oltre un'ora nel Sun Dome dell'università della South Florida, ribadendo che «la cosa peggiore da fare sarebbe quella di restare in silenzio». La sua presenza, e quella dei suoi sostenitori, rappresenta l'unico elemento imprevedibile all'interno di uno schema già definito per la convention.
In silenzio non sono rimasti nemmeno Herman Cain e Michele Bachmann, ex candidati alle primarie repubblicane, che hanno parlato di fronte a centinaia di sostenitori del Tea Party, costola del partito mai silente.