25 ottobre 2020
Aggiornato 03:00
Missione finita con un nulla di fatto

Nessuna «boccata di ossigeno» per Samaras

La missione del premier greco Antonis Samaras a Berlino e Parigi si è chiusa con un nulla di fatto: il premier ellenico ha incassato anche ieri all'Eliseo gli apprezzamenti di rigore ma per la «boccata d'ossigeno» chiesta da Atene occorrerà aspettare ottobre e l'esito del rapporto della «troika»

PARIGI - La missione del premier greco Antonis Samaras a Berlino e Parigi si è chiusa con un nulla di fatto: il premier ellenico ha incassato anche ieri all'Eliseo gli apprezzamenti di rigore ma per la «boccata d'ossigeno» chiesta da Atene occorrerà aspettare ottobre e l'esito del rapporto della «troika».

HOLLANDE: ATENE DEVE RIMANERE NELL'UE - Il presidente francese François Hollande ha ribadito nella conferenza stampa congiunta che la questione della permanenza delle Grecia nell'Eurozona «non si pone affatto», ma Atene deve dare prova di «credibilità» nel rispetto degli impegni assunti: «La Grecia è nell'Eurozona e deve rimanervi; tuttavia, deve ancora dimostrare la credibilità del suo programma e la volontà dei suoi dirigenti di andare fino in fondo, facendo in modo che sia sopportabile per la popolazione».

SAMARAS: RISPETTEREMO GLI OBBIETTIVI - Samaras da parte sua si è detto certo che la Grecia «raggiungerà l'obiettivo di restare nella zona euro», nonostante la volontà di «certi» Paesi di continuare «a speculare» contro Atene: «Rispetteremo i nostri obbiettivi, ridurremo il deficit, porteremo a termine le riforme strutturali previste, in particolar modo per quel che riguarda le privatizzazioni e la giustizia fiscale» ha ribadito Samaras, sottolineando tuttavia la necessità di una ripresa economica che permetta anche di salvaguardare la coesione sociale del Paese: «Dobbiamo ritrovare lo spirito, non siamo certo contenti di dover dipendere dagli altri e chiedere in prestito».
Samaras aveva dichiarato più volte negli ultimi giorni che Atene non vuole maggiori aiuti ma «il tempo di respirare»: ovvero una proroga di due anni per il raggiungimento degli obbiettivi di riduzione del debito fissati dal programma di aiuti, alla luce anche di una recessione che ha raggiunto il quinto anno consecutivo.

PARIGI E BERLINO ATTENDONO IL RAPPORTO DELLA TROIKA - Hollande ha risposto elogiando gli «sforzi che la Grecia ha compiuto, dolorosamente, per due anni e mezzo», ma come già aveva indicato venerdì Merkel ha confermato che i partner europei attenderanno il rapporto della «Troika» (Ue, Bce ed Fmi) sui progressi di Atene nell'applicazione delle riforme prima di adottare qualsiasi decisione in merito alle richieste del governo greco: «La cosa migliore sarà prendere una decisione il più presto possibile, ovvero dopo il rapporto che verrà presentato dalla Troika in occasione del Consiglio Europeo del prossimo ottobre».