17 settembre 2019
Aggiornato 16:30
Il veto all'ONU delle due superpotenze

Russia e Cina: No a sanzioni contro Assad

Mosca: Era un preludio a intervento militare. La replica degli USA: Bloccato Annan. Baghdad: I ribelli controllano tutti i valichi di frontiera con l'Iraq. Leader Cns: Il regime sta vivendo i suoi ultimi giorni

NEW YORK - Per la terza volta dall'inizio della rivolta in Siria, Russia e Cina hanno opposto all'Onu il loro diritto di veto a nuove sanzioni contro il regime di Bashar al Assad. Come previsto, i due paesi hanno votato contro la bozza di risoluzione presentata dagli occidentali al Consiglio di Sicurezza, suscitando una dura reazione dei principali sostenitori del testo. La risoluzione ha ricevuto undici voti a favore e due contrari: altri due membri del Consiglio si sono astenuti. «Il Consiglio di sicurezza, oggi, ha totalmente fallito», è stata l'immediata reazione dell'ambasciatrice americana Susan Rice.

Mosca: Era preludio a intervento militare - La risoluzione prevedeva il rinnovo della missione di osservazione sul cessate il fuoco in Siria, in scadenza domani, per altri 45 giorni e ulteriori sanzioni economiche e diplomatiche nel caso in cui il regime non avesse ritirato le armi pesanti dalle città. Per Mosca però «avrebbe aperto la via» a un intervento militare straniero, soluzione inaccettabile per uno dei migliori alleati di Damasco. «La Russia fornisce armi pesanti al regime siriano e continua a dare una copertura politica a Damasco attraverso il Consiglio di Sicurezza», è stato il commento piccato del Consiglio nazionale siriano, che riunisce i principali movimenti di opposizione ad Assad.

Gli USA: Bloccato Annan - A queste condizioni, in ogni caso, la missione di pace di Kofi Annan, l'inviato di Onu e Lega Araba, «non può andare avanti», ha precisato la Casa Bianca, confermando una posizione che è anche della Francia. «Rifiutando ad Annan gli strumenti della pressione che egli stesso ha richiesto, si minaccia la sua missione», ha detto l'ambasciatore Gerard Araud, mentre il collega britannico Mark Lyall Grant ha accusato Russia e Cina di «anteporre i loro interessi alla vita di milioni di siriani». L'Unione europea, da parte sua, si sta preparando al rafforzamento delle sanzioni e dell'embargo sulle armi, che dovrebbe essere approvato al Consiglio Affari Esteri di lunedì.

Baghdad: I ribelli controllano tutti i valichi di frontiera con l'Iraq - I ribelli siriani hanno assunto il controllo di tutti i valichi di frontiera con l'Iraq. Lo ha annunciato il vice ministro degli Interni di Baghdad.
Secondo Adnan al Assadi, «i posti di frontiera tra l'Iraq e la Siria sono ormai, nella loro totalità,sotto il controllo dell'Esercito siriano libero», l'Asl, composto principalmente da disertori e civili armati.

Leader Cns: Il regime sta vivendo i suoi ultimi giorni - «Il regime sta vivendo i suoi ultimi giorni, si sta sgretolando dall'interno». Lo ha sostenuto Abdulbaset Sieda, presidente del Consiglio nazionale siriano (Cns) che raggruppa i principali movimenti di opposizione. «Nell'ultima settimana abbiamo avuto più di 60 defezioni» a livello militare, e «questo aumenterà nei prossimi giorni» ha osservato il politico curdo, che ha incontrato a Roma il ministro Giulio Terzi all'indomani dell'attentato presso il quartier generale dell'intelligence di Damasco.
«Le violenze sono arrivate a Damasco, e noi temiamo un'escalation drammatica» ha spiegato Sieda. Il Cns si sta coordinando con le altre componenti dell'opposizione siriana, comprese quelle «armate», per «evitare tale escalation» ha assicurato il leader del Consiglio.