31 marzo 2020
Aggiornato 03:00
Presidenziali USA 2012

Primarie repubblicane al via, oggi si parte dallo Iowa

Mitt Romney e Ron Paul testa a testa nei sondaggi. Tecnicamente i «caucusK dello stato, poco popoloso, contano poco per la vittoria finale perché assegnano pochi delegati. Ma piazzarsi bene in Iowa conta in prospettiva futura

NEW YORK - Finita la stagione dei dibattiti, entra nel vivo la campagna per l'elezione presidenziale americana del 2012. Il 3 gennaio cominciano le primarie repubblicane, come da tradizione nello Iowa, lo stato rurale al centro geografico del paese. Le tv di news via cavo seguono spasmodicamente da giorni la corsa con plotoni di inviati nell'altrimenti sonnacchiosa capitale Des Moines, da dove arriverà il primo verdetto e ci potrebbero essere i primi ritiri tra i sette candidati arrivati fino a questo punto. A vedersela saranno secondo i sondaggi in due, Mitt Romney e Ron Paul, con gli altri nettamente staccati.
Tecnicamente i «caucus» dello stato, poco popoloso, contano poco per la vittoria finale perché assegnano pochi delegati. Ma piazzarsi bene in Iowa conta in prospettiva futura: chi finisce bene qui può contare su un aumento dei contributi finanziari dei sostenitori, chi va male deve invece fare i conti con un calo dei fondi e spesso decide che non ci sono i mezzi per andare avanti negli altri 49 stati.
Stando al sondaggio pubblicato dal quotidiano The Des Moines Register, Romney gode del 24% delle preferenze, contro il 22% di Ron Paul e il 15% di Rick Santorum.

Gli indecisi sono però ancora molti e una vittoria di Romney o Paul non è scontata. Un primo posto per Paul sarebbe particolarmente clamoroso: il candidato che si identifica più di tutti con l'area «libertarian» non ha mai fatto così bene. Anche se ritenuto di fatto ineleggibile per le posizioni estreme in politica estera (è per l'isolazionismo più totale) e quelle molto lontane dalla media americana sulle questioni sociali, come le droghe leggere che vuole liberalizzare, ha fatto breccia con i suoi attacchi al deficit federale. In un anno elettorale in cui le questioni economiche dominano, le sue crociate contro tasse e spesa pubblica hanno fatto presa.
Romney è invece chiamato a un risultato forte per cementare la sua immagine di «più eleggibile di tutti» e con più chance di battere Obama. Se arrivasse lontano dal vertice in Iowa dovrebbe stravincere la primaria successiva, in New Hampshire il 10 gennaio, per restare a galla. Ma in quest'ultimo stato è talmente davanti nei sondaggi da non mettere in dubbio un'ampia vittoria.

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