16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Un Natale di sangue in Nigeria

Nigeria, attacco alle Chiese: almeno 32 morti

Cinque esplosioni in tutto il Paese nel giorno di Natale. Due dei quali perpetrati contro altrettante chiese nel Paese, il più sanguinoso rivendicato dalla setta islamica di Boko Haram

MADALLA - Un Natale di sangue ieri in Nigeria dove è di almeno 32 morti il bilancio di cinque attentati dinamitardi, due dei quali perpetrati contro altrettante chiese nel Paese, il più sanguinoso rivendicato dalla setta islamica di Boko Haram. Ai due attacchi si devono aggiungere altre tre esplosioni verificatesi nel nord est del Paese, una delle quali ha preso di mira una terza chiesa senza provocare vittime né danni. Un totale di cinque esplosioni hanno insanguinato il giorno di Natale. «E' come se una guerra interna fosse stata lanciata contro il Paese. Dobbiamo davvero fare in modo di essere in grado di contrastarla», ha commentato il ministro responsabile della polizia, Caleb Olubolade, che si è recato sul luogo di uno degli attentati.
Gli attacchi, condannati dal Vaticano come frutto di «odio cieco e assurdo» avvengono dopo due giorni di sanguinosi scontri, giovedì e venerdì, scatenati da Boko Haram nel nord est del Paese che avrebbero provocato fino a cento morti.

L'attentato più sanguinoso, con 27 morti secondo l'ultimo bilancio, si è verificato davanti ad una chiesa cattolica di Madalla, alla periferia di Abuja, la capitale federale. «I responsabili dei soccorsi che li hanno contati mi hanno detto che sono morte 27 persone», ha dichiarato all'Afp padre Christopher Barde. L'attentato, che ha avuto luogo al termine della messa di Natale nella chiesa di Santa Theresa, è stato rivendicato da Boko Haram, un gruppo che mira alla creazione di uno Stato islamico in Nigeria e al quale sono imputate la maggior parte delle violenze nel nord musulmano del Paese. «Siamo responsabili di tutti gli attacchi di questi ultimi giorni, compreso quello con una bomba contro la chiesa di Madalla. Continueremo a lanciare attacchi simili nel nord del Paese nei prossimi giorni», ha dichiarato all'Afp via telefono, un uomo, affermando di parlare a nome del gruppo.

Poco dopo, un secondo attentato ha colpito una chiesa evangelica di Jos, città del centro della Nigeria, teatro di violenze ricorrenti fra le comunità cristiana e musulmana, secondo un responsabile locale e dei testimoni. «Una bomba è esplosa nella chiesa di Mountain of fire. Un poliziotto che era a guardia del luogo di culto è rimasto ucciso e tre veicoli si sono incendiati», ha dichiarato all'Afp Pam Ayuba, portavoce del governatore dello Stato del Plateau, di cui Jos è la capitale.

Inoltre altre tre esplosioni si sono verificate nel nord est della Nigeria, secondo testimoni. Due a Damaturu ieri, che hanno fatto quattro vittime, e una nella serata di sabato contro una chiesa, a Gadaka. Le due città sono situate nello Stato di Yobe, già martoriato nei giorni scorsi da una ondata di attacchi rivendicati da Boko Haram.
Boko Haram aveva già rivendicato l'attentato suicida dello scorso agosto contro la sede delle Nazioni unite di Abuja, costato 24 morti. Il movimento si era anche attribuito la paternità di una serie di sanguinosi attentati la vigilia del Natale del 2010 che avevano preso di mira diverse chiese e, con le rappresaglie, avevano causato decine di morti a Jos.