15 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Barak: «Teheran è a meno di un anno dalla bomba atomica»

USA pronti a nuove sanzioni contro l'industria petrolifera iraniana

Lo hanno riferito fonti diplomatiche, citate dalla Cnn e dal New York Times, secondo cui le nuove misure saranno annunciate lunedì prossimo. L'ONU chiede a Teheran di collaborare nell'inchiesta sull'attentato

TEHERAN - L'amministrazione Obama intende imporre nuove sanzioni contro l'industria petrolchimica iraniana. Lo hanno riferito fonti diplomatiche, citate dalla Cnn e dal New York Times, secondo cui le nuove misure saranno annunciate lunedì prossimo.
La nuove sanzioni andranno a rafforzare le misure già in vigore contro l'industria del gas e del petrolio iraniana, che vietano alle aziende americane di fare affari con la repubblica islamica. Secondo le fonti citate dalle Cnn, l'amministrazione Usa intende minacciare le aziende straniere che fanno affari con l'Iran di essere bandite dal mercato americano. Misure simili dovrebbero essere annunciate dai paesi europei dopo il vertice dei leader Ue della prossima settimana, secondo le stesse fonti.
Le nuove sanzioni sono state decise a meno di due settimane dalla pubblicazione dell'ultimo rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), in cui sono state espresse «gravi preoccupazioni» sul programma nucleare iraniano, citando informazioni «credibili» secondo cui Teheran avrebbe lavorato alla messa a punto di un'arma nucleare malgrado i ripetuti dinieghi.

L'ONU chiede a Teheran di collaborare nell'inchiesta sull'attentato - L'isolamento internazionale dell'Iran ha raggiunto livelli «senza precedenti». Lo ha sottolineato il consigliere Usa per la sicurezza nazionale Tom Donilon, a margine del vertice dell'Asia Centrale (Eas) in corso a Nusa Dua, nell'isola indonesiana di Bali. Proprio nelle ultime ore, l'Assemblea generale dell'Onu ha approvato a larga maggioranza una risoluzione in cui si chiede a Teheran di collaborare nell'inchiesta sull'attentato di presunta matrice iraniana contro l'ambasciatore saudita a Washington.
Il documento non contiene nessuna condanna formale della Repubblica islamica, ma invita gli iraniani a rispettare gli obblighi sanciti dalle leggi internazionali e collaborare per consegnare alla giustizia chiunque risulterà coinvolto nell'attacco. «Sono completamente isolati» ha commentato Donilon, incontrando la stampa al summit che vede riuniti intorno allo stesso tavolo 18 capi di Stato e di governo, fra membri dell'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) e potenze locali (presenti, oltre a Stati Uniti e Cina, anche la Russia e il Giappone).
«Penso che l'isolamento che l'Iran subisce in questa fase sia veramente senza precedenti» ha aggiunto l'alto esponente dell'amministrazione Usa. Il testo approvato poche ore fa dall'assemblea generale del Palazzo di Vetro (106 sì, nove paesi contrari e 40 astensioni) «deplora il complotto teso ad assassinare l'ambasciatore del Regno saudita negli Stati Uniti» e «incoraggia ogni Stato ad adottare misure supplementari per prevenire sul loro territorio la pianificazione, il finanziamento e l'organizzazione di simili attentati terroristici».
L'Iran ha smentito con fermezza qualsiasi coinvolgimento nel caso. L'ambasciatore saudita all'Onu, Abdullah al Muallimi, ha invece spiegato - dal canto suo - il senso della risoluzione: «Il mio paese non cerca di insultare l'Iran o qualsiasi altro paese nel mondo» ha dichiarato prima del voto a New York. «Siamo soltanto venuti a dire 'basta' - ha detto ancora il diplomatico del Regno wahabita - basta con il terrorismo, basta contro gli attacchi contro i diplomatici che mettono a rischio la loro incolumità, basta complotti e basta omicidi».

Barak: «Teheran è a meno di un anno dalla bomba atomica» - Secondo il ministro della Difesa Ehud Barak l'Iran è a meno di un anno dalla fabbricazione della bomba atomica. «E' vero che non ci metterà tre anni - ha detto Barak in una intervita alla Cnn -, ma probabilmente tra meno di un anno nessuno sarà più in grado di fare nulla, perché gli iraniani stanno gradualmente, deliberatamente entrando in ciò che io chiamo zona di immunità, ampliando il loro piano, allargandolo in molti altri siti con più elementi nascosti». Lo riporta il sito web del quotidiano Haaretz.
Nell'intervista Barak ha anche osservato che la possibilità di un attacco militare contro i siti iraniani non è argomento per una discussione pubblica.