26 maggio 2019
Aggiornato 13:30
Incontri bilaterali a margine del Forum dell'APEC

Sanzioni all'Iran, Obama «prudente» con Russia e Cina

Mosca e Pechino sono contrarie a nuove sanzioni contro il regime iraniano. Il Parlamento iraniano: rivedere la cooperazione con l'Aiea. La Corea Nord in soccorso: Usa-Israele in «delirio bellico». Lettera privata di Sarkozy a Netanyahu: rafforzare le sanzioni

HONOLULU - Il presidente statunitense Barack Obama ha provato a sondare prudentemente i suoi omologhi russo e cinese, Dmitri Medvedev e Hu Jintato, sulla vicenda del nucleare iraniano e sull'ipotesi di nuove sanzioni contro Teheran, alle quali Mosca e Pechino hanno già detto di essere contrarie.
Meno di una settimana dopo la pubblicazione da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di un rapporto nel quale si accusa l'Iran d'aver lavorato allo sviluppo dell'arma atomica. Obama ha visto entrambi i leader in incontri bilaterali a margine del summit della Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec), che si conclude oggi a Honolulu.
Alla fine dell'incontro con Medvedev, Obama ha affermato che Russia e Stati uniti cercheranno di trovare «una risposta comune per portare l'Iran a rispettare i suoi obblighi internazionali in materia di nucleare». Il presidente, tuttavia, nella sua dichiarazione non ha fatto cenno alla questione delle sanzioni. Medvedev, dal canto suo, ha solo ammesso di aver parlato dell'Iran col suo omologo americano, senza però fornire dettagli.

Obama, inoltre, ha fatto cenno all'Iran all'inizio del suo incontro bilaterale con Hu Jintao, ma in maniera ancor più vaga, chiedendo semplicemente «sforzi per fare congiuntamente in modo che paesi come l'Iran rispettino le regole e i criteri internazionali».
Funzionari americani hanno detto che negli incontri non sono emersi disaccordi sulla necessità che Teheran rispetti il diritto internazionale in materia nucleare. «La Russia come la Cina hanno detto che non vogliono vedere l'arma atomica arrivare in Iran né in alcun altro stato», ha detto il segretario aggiunto alla sicurezza nazionale Ben Rhodes. «Continuano ad aderire - ha aggiunto - agli sforzi diplomatici per dire all'Iran di rispettare gli impegni».
L'Iran ha, per il momento, respinto le accuse dell'Aiea nel rapporto, mentre responsabili israeliani hanno evocato l'ipotesi di un attacco preventivo nei confronti della Repubblica islamica.

Il Parlamento iraniano: rivedere la cooperazione con l'Aiea - Il Parlamento iraniano ritiene necessario «rivedere la cooperazione» di Teheran con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), a causa dell'«ostilità» dimostrata dall'organismo dell'Onu nel suo ultimo rapporto sulla questione nucleare. L'ha dichiarato oggi il presidente del parlamento Ali Larijani.
L'assemblea «considera che la posizione dell'Aiea s'unisce all'ostilità e obbedisce agli ordini dell'America e del regime sionista (Israele, ndr.)», ha detto Larijani leggendo una dichiarazione di fronte ai parlamentari. «Il Parlamento considera necessario rivedere la cooperazione con l'agenzia - ha continuato -, che ha provato che la cooperazione o l'assenza della cooperazione (da parte iraniana, ndr.) non ha alcuna conseguenza sulle decisioni non professionali» dell'Aiea.
L'ultimo rapporto Aiea, presentato una settimana fa, punta il dito contro il programma nucleare iraniano, ventilando l'idea che Teheran abbia lavorato allo sviluppo di armi nucleari. Sulla base di quel rapporto gli Usa e i paesi occidentali chiedono nuove sanzioni contro l'Iran, mentre funzionari israeliani hanno ventilato l'ipotesi d'un attacco preventivo contro la Repubblica islamica.

La Corea Nord in soccorso: Usa-Israele in «delirio bellico» - Gli Stati uniti e Israele sono in «delirio bellico» rispetto all'Iran, accusato di aver lavorato per sviluppare armi nucleari. A dirlo è un paese che è accomunato dalla stessa accusa, ma che è ancora più avanti, avendo ormai la bomba atomica: la Corea del Nord.
«Una situazione pericolosa prevale oggi in Medio Oriente, dove una nuova guerra potrebbe essere dichiarata», ha scritto l'agenzia di stampa ufficiale del regime di Kim Jong Il, la Kcna. «Il delirio bellico degli Stati uniti e d'Israele - ha continuato - è un fatto pericolosissimo che potrebbe portare il Medio Oriente al disastro d'un nuovo conflitto, dopo le guerre in Afghanistan e in Iraq, nel corso di questo secolo».
Responsabili israeliani hanno evocato nei giorni scorsi l'ipotesi d'un attacco preventivo contro le installazioni nucleari iraniane, mentre l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha licenziato un rapporto che sostiene che Teheran ha lavorato per lo sviluppo dell'arma atomica.

Lettera privata di Sarkozy a Netanyahu: rafforzare le sanzioni - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha inviato una lettera «personale» al primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu, nella quale promette d'operare per un rafforzamento delle sanzioni contro l'Iran dopo il rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica che accusa Teheran d'aver tentato di sviluppare l'arma nucleare. Lo rivela oggi il quotidiano israeliano Yediot Aharonot.
L'Eliseo ha confermato l'esistenza della lettera, ma non ne ha divulgato il contenuto. Secondo la versione accreditata dal quotidiano israeliano, Sarkozy s'impegna a lavorare perché s'adottino «sanzioni dure e senza precedenti» se l'Iran rifiuta di cooperare con l'Aiea.
Netanyahu, dopo la diffusione del rapporto Aiea, ha chiesto un rafforzamento delle sanzioni, mentre funzionari israeliani hanno ventilato anche l'ipotesi di un attacco preventivo contro la Repubblica islamica.
Dopo il G20 di Cannes sono filtrate dichiarazioni che dovevano restare riservate in cui Sarkozy diceva al presidente Usa Barack Obama di considerare Netanyahu un «mentitore».