27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Gilad Shalit un sequestro che dura da cinque anni

Netanyahu: Shalit presto a casa

Accordo raggiunto con Hamas sullo scambio prigionieri e a Gaza in migliaia manifestano per «la vittoria». A Gerusalemme militanti di Israele bloccano le visite in carcere ao palestinesi

GERUSALEMME - Gilad Shalit tornerà in Israele «tra qualche giorno». Lo ha annunciato questa sera il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo il raggiungimento di un accordo tra Israele e palestinesi per uno scambio di prigionieri. «Presento al governo un accordo che riconsegnerà tra qualche giorno Gilad Shalit sano e salvo ai suoi familiari e a tutto il popolo di Israele», ha spiegato il premier. «Questo accordo è stato siglato giovedì scorso e firmato definitivamente oggi», ha precisato Netanyahu.
Il premier ha parlato di «negoziati difficili» e ha riferito di aver voluto approfittare di «un'opportunità» nel concludere questo accordo. Netanyahu ci ha tenuto a ringraziare l'Egitto per la sua opera di mediazione. L'accordo deve essere ancora approvato con un voto dal governo israeliano che si è riunito in seduta d'urgenza questa sera.
Oltre a Netanyahu e al ministro della Difesa, Ehud Barak, anche il capo di Stato maggiore, Benny Gantz, il capo dello Shin Beth, Yoram Cohen, e il responsabile del Mossad, Tamir Pardo, sono favorevoli all'accordo con Hamas, secondo quanto riferito dalla televisione pubblica israeliana.

A Gaza in migliaia manifestano per «la vittoria» - Decine di migliaia di palestinesi sono scesi in strada nel nord della Striscia di Gaza per celebrare l'accordo di scambio tra il soldato israeliano Gilad Shalit e centinaia di prigionieri palestinesi, lo riferiscono fonti di Hamas. «Decine di migliaia di persone marciano verso la moschea dei califfi a Jabaliya per celebrare la vittoria della resistenza e la conclusione di uno scambio» di prigionieri, ha affermato in un comunicato il movimento islamico, che controlla la Striscia di Gaza.

Il Cairo: Accordo raggiunto con Hamas sullo scambio prigionieri - Israele e Hamas, con la mediazione egiziana, hanno raggiunto un accordo su uno scambio di prigionieri che porterà alla liberazione del militare israeliano Gilad Shalit: lo hanno reso noto fonti dell'organizzazione estremista palestinese citate dall'agenzia ufficiale egiziana, la Mena.
Secondo le fonti l'accordo prevede il rilascio di un migliaio di detenuti palestinesi e verrà applicato entro una settimana; stando a quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz l'intesa è stata confermata anche da fonti del governo dello Stato ebraico, convocato in riunione straordinaria dal premier Benjamin Netanyahu.
«L'accordo di scambio verrà realizzato tra qualche giorno», ha confermato sul proprio sito internet, il braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam.

Shalit, un sequestro che dura da cinque anni - Gilad Shalit si trova nelle mani delle milizie palestinesi ormai da cinque anni: il militare - che ha anche nazionalità francese - venne infatti rapito nei pressi del confine della Striscia di Gaza il 25 giugno del 2006, e da allora è stato tenuto in ostaggio in una località imprecisata della Striscia, in attesa di un accordo per il rilascio più volte annunciato come imminente ma finora mai materializzatosi.
Non che siano mancati i tentativi di liberazione da parte delle forze armate israeliane: la prima venne lanciata nella zona meridionale della Striscia appena quattro giorni dopo il sequestro. Successivamente iniziarono le prime trattative con la mediazione egiziana, sulla base della richiesta palestinese di uno scambio di prigionieri: ai mediatori venne consegnata una lettera autografa del militare, la cui autenticità venne confermata dalle perizie calligrafiche.
Il secondo contatto di Shalit con il mondo esterno risale invece al 2007, durante il conflitto che vedeva opposte Al Fatah ed Hamas per il controllo della Striscia di Gaza, conclusasi con la vittoria della formazione estremista: in un messaggio audio il militare chiedeva al proprio governo di acconsentire ad uno scambio di prigionieri; Hamas aveva inoltre consegnato alla famiglia una seconda lettera autografa.
Nel 2008 Hamas - che non ha mai permesso alla Croce Rossa Internazionale di verificare le condizioni dell'ostaggio - aveva fornito nuove informazioni, asserendo che Shalit si trova in buone condizioni di salute e chiedendo il rilascio di 250 detenuti in cambio della sua liberazione; una terza lettera era stata consegnata alla famiglia.
All'inizio del 2009 era stato annunciato un possibile accordo sulla base del rilascio di un migliaio di prigionieri palestinesi, poi arenatosi per i disaccordi fra le parti sulla lista dei detenuti da liberare. Nel settembre del 2010 Israele ha accettato di rilasciare 20 detenute palestinesi in cambio di un video che provasse che Shalit era ancora in vita: il 2 ottobre le immagini - che mostrano il militare con in mano un giornale datato 14 settembre - è stato trasmesso dalle televisioni israeliane.
A complicare le trattative nel corso degli anni sono state non solo le richieste palestinesi che il governo dello Stato ebraico ha sempre respinto giudicandole eccessive, ma anche il perdurante blocco della Striscia di Gaza e l'offensiva missilistica palestinese culminata nell'offensiva israeliana del gennaio 2009.
L'ultimo scacco risale al febbraio del 2010: da una parte, Israele si opponeva al rilascio in Cisgiordania di alcuni detenuti palestinesi, condannati per reati di sangue; Hamas aveva invece deciso di sospendere temporaneamente i negoziati a causa dell'omicidio di uno dei principali esponenti dell'ala militare del gruppo, Mahmoud al Mabhou, ucciso nel Dubai da un commando israeliano.
Hamas ha più volte cambiato parere sull'opportunità di legare il negoziato su Shalit alla revoca del blocco, in un'occasione mandando a monte un accordo che la mediazione egiziana dava ormai per raggiunto, con non poca irritazione da parte del Cairo.

A Gerusalemme militanti di Israele bloccano le visite in carcere ao palestinesi - Militanti israeliani hanno impedito ai palestinesi di visitare i loro parenti in un carcere del nord di Israele, per protestare contro il sequestro di Gilad Shalit, ostaggio da cinque anni. Lo ha dichiarato uno di loro alla France Presse.
Circa cinquanta sostenitori del soldato israeliano, catturato nel 2006 da combattenti armati palestinesi di Gaza, hanno fermato un bus che trasportava palestinesi diretti al carcere di Gilboa, nella valle di Beit She'an. Lo ha dichiarato Shimshon Liebman.
«Questa volta, ci siamo riusciti e l'autobus ha fatto marcia indietro verso la Cisgiordania», ha aggiunto. Ad agosto, i militanti avevano cercato di impedire a un gruppo di palestinesi di recarsi in visita ai loro parenti in carcere nel sud di Israele, ma la polizia era intervenuta per far passare i palestinesi.
Il soldato israeliano Gilad Shalit, che ha anche la nazionalità francese, è stato sequestrato nel giugno 2006 da un commando di tre gruppi armati palestinesi, fra cui il ramo militare di Hamas, che controlla la striscia di Gaza dal giugno 2007. E' tenuto prigioniero in un luogo segreto. Hamas vuole scambiarlo in cambio di un migliaio di palestinesi, ma i negoziati si sono finora bloccati sull'identità dei prigionieri interessati e il luogo della loro liberazione: il governo dello stato ebraico si rifiuta di rilasciare in Cisgiordania palestinesi implicati in attentati.