18 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Accordo informale

I gruppi palestinesi vogliono una tregua con Israele

Ma lo stato ebraico deve fermare i raid su Gaza. L'esercito israeliano arresta 120 dirigenti Hamas. Egitto «indignato» per il comunicato del Quartetto: ignorata la morte dei poliziotti

GAZA - Le principali fazioni palestinesi a Gaza hanno raggiunto un «accordo informale» su una tregua nel loro braccio di ferro con Israele. Lo ha dichiarato un alto responsabile del movimento integralista islamico Hamas, al potere a Gaza.
In Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato ieri sera il gabinetto di sicurezza, secondo la radio pubblica. «Abbiamo raggiunto un accordo informale per instaurare una tregua fin da questa notte a condizione che Israele da parte sua cessi gli attacchi», ha dichiarato il responsabile di Hamas, che ha richiesto l'anonimato.
Secondo lui, la tregua sarà annunciata ufficialmente oggi. Ma la polizia (di Hamas), ha indicato, ha già da ieri sera «ricevuto la consegna di fermare gli attacchi» contro Israele, ha sottolineato. Questo annuncio non è stato tuttavia confermato dalle altre fazioni; è arrivato dopo contatti intensi, condotti in particolare dall'intermediario dell'Egitto, nell'ottica del raggiungimento di un cessate-il-fuoco.

Ancora lanci di razzi contro Israele: nessun ferito - Cinque razzi sono stati sparati da ieri sera dalla striscia di Gaza verso il sud di Israele senza provocare vittime, malgrado una tregua proclamata dai principali movimenti palestinesi. Lo hanno indicato questa mattina fonti di polizia.
Uno degli ordigni ha provocato danni in un edificio vuoto nel settore di Eskhol, hanno aggiunto le stesse fonti. L'esercito israeliano si è da parte sua astenuto dal lanciare durante la notte tra domenica a lunedì nuovi incursioni aeree nella striscia di Gaza, ha indicato un portavoce militare.

Lega Araba: «Fare pressioni su Israele» - La Lega araba ha condannato oggi i raid israeliani sulla Striscia di Gaza e ha sollecitato la comunità internazionale a fare pressioni su Israele perchè metta fine alle incursioni. In un comunicato, l'organizzazione panaraba «chiede alla comunità internazionale di fare pressioni sulle autorità dell'occupazione israeliana per porre fine immediatamente a questa aggressione».
Il comunicato è stato diffuso al termine di un vertice di emergenza della Lega araba sulla situazione a Gaza, dove i raid lanciati da giovedì scorso hanno ucciso 15 palestinesi e ne hanno feriti altri 50. La Lega araba ha anche chiesto «al Consiglio di sicurezza di assumersi le sue responsabilità e di adottare in fretta le misure necessarie per porre fine a questa brutale aggressione».

L'esercito israeliano arresta 120 dirigenti Hamas - L'esercito israeliano ha arrestato nella notte tra sabato e domenica 120 dirigenti di Hamas nel sud della Cisgiordania, dopo che la fazione armata del movimento fondamentalista islamico a Gaza ha lanciato dei razzi sullo stato ebraico. E' quanto si è appreso dalla sicurezza palestinese.
Fonti nell'ambito della sicurezza palestinese hanno annunciato che l'esercito israeliano è stato dispiegato nel sud della Cisgiordania alcune ore dopo che le brigate Ezzedine al Qassam, il braccio armato di Hamas a Gaza, hanno lanciato razzi verso il sud dello stato ebraico, rompendo una tregua sancita ad aprile.

Egitto «indignato» per il comunicato del Quartetto: ignorata la morte dei poliziotti - Il capo della diplomazia egiziana, Mohammed Amro, si è detto «indignato» per il comunicato diffuso dal Quartetto per il Medio oriente (Usa, Russia, Ue, Onu), che ha «ignorato la morte dei poliziotti egiziani», uccisi durante un'operazione lanciata da Israele contro un gruppo di miliziani palestinesi, e ha menzionato la situazione nel Sinai, «che è una questione interna egiziana».
Il ministro ha espresso la sua indignazione in occasione dell'incontro con l'inviato speciale dell'Onu per il Medio Oriente, Robert Serry, stando a quanto precisato dal portavoce del ministero degli Esteri, Menha Bakhoum. Amro ha sottolineato che «l'Egitto considera la sicurezza del Sinai un affare interno che non deve essere menzionato nei comunicati», come invece fatto dal Quartetto, che ha espresso «la sua preoccupazione per le condizioni di sicurezza nella penisola del Sinai».
Oggi il Consiglio supremo delle forze armate, al potere in Egitto, ha fatto sapere di «respingere ogni ingerenza da parte di chiunque nella sicurezza del Sinai».

«La sicurezza del Sinai riguarda solo noi» - Il Consiglio supremo delle forze armate, al potere in Egitto, ha fatto sapere oggi che «respinge ogni ingerenza da parte di chiunque nella sicurezza del Sinai».
Chiaro il riferimento a Israele che, giovedì scorso, aveva condannato l'attacco subito a Eilat, costato la vita a otto persone, sostenendo che questo dimostrava «l'allentarsi del controllo egiziano sulla regione del Sinai».