24 luglio 2021
Aggiornato 17:00
Crisi libica

Trovati cinque cadaveri sfigurati, sospetti sui ribelli

HRW: «Crscono i dubbi su presunte violazioni dei diritti umani»

TRIPOLI - La scoperta di cinque cadaveri sfigurati, con uniformi militari, nei pressi della città di al Qawalish, nelle montagne di Nafusa controllate dai ribelli, hanno sollevato nuovi dubbi sulle presunte violazioni dei diritti umani da parte dei combattenti dell'opposizione al regime in Libia. Chi fossero quegli uomini e cosa fosse accaduto loro resta ancora un mistero, riferisce oggi il quotidiano britannico The Telegraph. Ma i segni di una loro «fine brutale» sono assai evidenti. Uno dei corpi è stato decapitato, spiega il giornale, mentre i pantaloni sono stati tagliati alle caviglie, un modo per umiliare il nemico morto.

Le uniformi verdi indossate dai corpi senza vita sono le stesse di quelle utilizzate dai militari fedeli al colonnello Muammar Gheddafi. E nessuno, dalla parte dell'opposizione al regime, ha rivendicato vittime o preteso la restituzione di cadaveri.

La scoperta dei cinque corpi senza vita ha accresciuto la preoccupazione per le presunte violazioni dei diritti umani compiute dai ribelli in Libia e denunciate nelle ultime settimane da alcune organizzazioni umanitarie. Human Rights Watch, solo alcuni giorni fa, ha denunciato saccheggi e abusi in edifici privati e ospedali che sarebbero stati compiuti dai combattenti dell'opposizione.