20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Si va verso le sanzioni dell'UE

In Siria oggi i funerali di manifestanti

Ieri almeno 44 persone uccise dalle forze di sicurezza

NICOSIA -I siriani si preparano oggi ai funerali delle 44 persone uccise ieri da esercito e forze di sicurezza nella repressione delle rivolte contro il regime di Assad mentre la situazione nel paese ha suscitato «l'acuta inquietudine» degli Stati Uniti e l'Unione Europea si prepara a varare nuove sanzioni. Le cerimonie funebri sono previste in diverse città.

«Le autorità siriane continuano a fare un uso eccessivo della forza e (a utilizzare) pallottole reali per fronteggiare le manifestazioni in varie regioni del Paese», ha dichiarato via telefono Ammar al Qurabi, capo dell'Organizzazione nazionale dei diritti umani in Siria. Secondo lui, 26 persone sono state uccise nella provincia di Idlib (ovest) e 13 a Homs (centro). Altri due sono morte nella città di Deir Ezzor (est), a Daraya, sobborgo di Damasco, a Lattachia (ovest) e un'altra a Hama (centro).

Tra le vittime ci sono quattro ragazzi, due dei quali - 12 e 16 anni - sono stati uccisi a Homs, ha precisato. La repressione del movimento di contestazione contro il regime, lanciato il 15 marzo, ha provocato almeno 850 morti e più di 8mila arresti, secondo organizzazioni di difesa dei diritti umani dell'Oni.

Per lunedì, in occasione della della riunione dei ministri degli Esteri Ue (CAE), è atteso anche il varo delle sanzioni europee contro la Siria e direttamente contro il presidente Bashar al Assad. Sulla crisi siriana, in particolare, l'Europa ha intenzione di «ampliare la lista dei soggetti sottoposti a sanzioni a un'altra decina di rappresentanti del regime, fra cui lo stesso presidente Bashar al Assad» come ha anticipato alla stampa il portavoce della Farnesina Maurizio Massari in un briefing.

Le sanzioni - come quelle finora imposte dall'Ue ad altre personalità siriane - saranno di tre tipi: blocco dei visti (travel ban), embargo sulla vendita di armi e congelamento dei beni, ha precisato il portavoce. La misura, ha aggiunto, «è già stata discussa» dai diplomatici, «c'è un consenso a livello tecnico» ma «data l'importanza del provvedimento si è convenuto di lasciare la decisione ai ministri degli Esteri». Sul tavolo dei colloqui - a cui prenderà parte il ministro Franco Frattini - ci sarà anche una revisione dei progetti di cooperazione fra Siria e Unione Europea: alla luce delle repressioni da parte del regime di Bashar, in cui sono già morti un migliaio di simpatizzanti dell'opposizione, sono diventati evidentemente insostenibili da parte di Bruxelles.