2 agosto 2021
Aggiornato 08:30
Sale la tensione in Yemen

La Polizia yemenita sloggia sit-in a Taez, tre morti e decine di feriti

Gli insegnanti, che chiedono il rinvio degli esami, si uniscono alla protesta

SANA'A - Sale la tensione in Yemen, dove la repressione del movimento che chiede le dimissioni del presidente Ali Abdallah Saleh continua a provocare vittime di fronte all'indifferenza della comunità internazionale: tre manifestanti sono stati uccisi tra ieri e oggi a Taez, tra le città culla della protesta anti-governativa nel sud dello Yemen, dai colpi sparati dalle forze di sicurezza yemenite, mentre il piano dei Paesi del Golfo arabo a favore di una transizione pacifica di poteri rimane nello stallo.

Secondo alcuni testimoni, le forze dell'ordine sono ricorse questa mattina presto ai lacrimogeni e hanno aperto il fuoco per far sloggiare centinaia di persone che da ieri sera partecipano ad un sit-in sul corso principale di Taez, a 250 chilometri dalla capitale San'a. Un dimostrante, 35 anni, è stato ucciso dai proiettili, mentre decine di altri manifestanti sono stati ricoverati all'ospedale da campo allestito nelle vicinanze, ha riferito all'Afp una fonte medica che ha parlato di 10 feriti da arma da fuoco, tra cui tre in modo grave. L'intervento delle forze dell'ordine ha fatto scoppiare dei disordini che sono proseguiti a singhiozzo, secondo altre testimonianze.

Già ieri due persone sono state uccise e altre quattro ferite nel corso della manifestazione promossa dagli insegnanti a Taez, seconda città dello Yemen. Migliaia di professori hanno partecipato al sit-in davanti all'amministrazione regionale del ministero dell'Istruzione per rivendicare un aumento degli stipendi e chiedere il rinvio degli esami di fine anno a causa degli scioperi che hanno provocato disagi dall'inizio della rivolta popolare a fine gennaio, secondo gli organizzatori. I manifestanti, raggiunti da centinaia di dimostranti anti-Saleh sulla piazza della Libertà, hanno allestito delle tende su corso Jamal, principale arteria della città, dove hanno trascorso la notte. La polizia è intervenuta ieri per far sloggiare i manifestanti e riaprire la strada alla circolazione. Negli scontri sono rimasti feriti anche sette poliziotti.

Sabato inoltre due studenti che partecipavano a una manifestazione che chiedeva il rinvio degli esami sono stati uccisi dalle forze di sicurezza ad al Maafer, sempre nella provincia di Taez, secondo gli organizzatori.